Nato a Teramo il 2 maggio del 1930, da padre italiano (Leonardo) e madre svizzera (Andrée Estachon), un prozio, Giacinto, sacerdote e letterato del cattolicesimo liberale, da cui ha ereditato il primo nome (il secondo nome, quello sempre usato, Marco, non venne registrato per un errore burocratico), Marco Pannella è morto oggi, 19 maggio 2016.

Èstato un radicale "della prima ora", il fondatore, il patriarca del Partito Radicale, "Il Radicale" italiano per antonomasia.

Deputato dal 1976 al 1992, europarlamentare nel 2004, Pannella ha vissuto in prima linea le lotte civili degli anni Settanta e la fase di transizione tra la prima e la seconda Repubblica. Una vita lunga e intensa la sua, ricca di aneddoti, discorsi, scioperi, comizi. E soprattutto battaglie, tante. E tutte combattutte intensamente: Marco Pannella ha lottato per l’introduzione del divorzio, per il diritto all’ obiezione di coscienza, per la separazione tra lo Stato e la Chiesa, per la liberalizzazione della politica, delle droghe e delle leggi sull’ aborto, per la protezione dell’ambiente, per la fame nel mondo, per l' abolizione della pena di morte, l' amnistia, l' eutanasia, la riforma delle carceri e per i diritti delle minoranze. Per tali obiettivi ha protestato con innumerevoli scioperi della fame, è stato iniziatore, sostenitore e promotore di molti referendum, è incorso in diversi processi penali

Uomo dal carattere complicato, inquieto, libertario, eterodosso e ambizioso, la sua vita privata è stata tutt'uno con la politica. A un intervistatore, che recentemente voleva sapere da lui qualcosa di personale, egli fece il rimprovero di non avergli chiesto nulla sul Partito Radicale: “Quindi non mi hai chiesto nulla di me”. Questo si legge sul sito di Radio Radicale. Questa l'essenza di Marco Pannella.

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