Dizionario (semiserio) del parlamentare

Italicum, canguro, palude, dalla A alla Z le parole chiave per capire questa calda e lunga estate della politica

L'esultanza dei senatori del Movimento 5 Stelle dopo una votazione – Credits: ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Sabino Labia

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L’estate 2014 verrà ricordata come una delle più movimentate della politica italiana negli ultimi anni. Tra le curiosità anche una serie di termini, in alcuni casi rispolverati in altri nuovi di zecca, che gli italiani hanno dovuto ascoltare in televisione o leggere sui giornali.

Aventino: “Il Movimento 5 Stelle conferma che questa legge porcata di riforma non merita la nostra presenza e partecipazione in Aula”; con queste parole il capogruppo del M5S al Senato,Vito Petrocelli, ha annunciato l’Aventino 2.0 dei grillini.

Bicameralismo: E’ stato definito l’origine di tutti i mali italiani. A causa del bicameralismo perfetto o imperfetto, non abbiamo capito ancora cosa è realmente, il Paese non è riuscito a produrre nulla di buono. In questi giorni si sta recitando il suo de profundis.

Canguro: E’ una tecnica utilizzata per accelerare la discussione delle leggi. Vengono raggruppati gli emendamenti uguali, ma anche quelli di contenuto analogo: una volta approvato o bocciato il primo, decadono tutti gli altri. All’interno dell’Aula c’è anche chi ha portato i canguri di peluche.

Dissidenti: Il primo è stato Corradino Mineo che ha indossato l’elmetto nella Commissione Affari costituzionali. Una volta stanato si è barricato insieme ad altri del Pd e di Forza Italia nell’Aula di Palazzo Madama.

Emendamenti: Circa 8000 sono gli emendamenti presentati dalle opposizioni al progetto di riforma costituzionale con l’intento di portare alle calende greche la discussione in Aula.

Ferie: A molti parlamentari sono andate di traverso. Costretti a rimanere a Roma fino all’8 agosto con sedute fiume, votazioni notturne e cene frugali consumate nei ristoranti nelle vicinanze di Montecitorio e Palazzo Madama, i senatori e i deputati si ricorderanno l’estate del 2014 come un’estate horribilis. 

Ghigliottina/tagliola: E’ il contingentamento dei tempi. Si stabilisce una data entro la quale una legge va discussa e votata; a ciascun gruppo viene assegnato un certo numero di ore di interventi. Scaduto il tempo si vota rendendo inefficaci emendamenti e ostruzionismi vari.

Hashtag: In principio fu #enricostaisereno annunciato in diretta televisiva da Matteo Renzi il 17 gennaio. Tempo qualche giorno e il governo Letta è caduto e da quel momento è stato un profluvio di cancelletti di ogni genere da parte di tutti i politici.

Italicum: E’ la legge elettorale che dovrebbe prendere il posto del Porcellum. Originata dal duo Boschi/Verdini e approvata in prima battuta alla Camera, continua a subire modifiche e correzioni. L’ultima è la “clausola dei 120”; sarebbe il numero dei collegi con i capolista bloccati. Un miniporcellum.

Lumaca: E’ l’ultimo animale entrato di diritto nell’arca renziana delle riforme. Alla direzione Pd, il Presidente del Consiglio ha imposto al partito di evitare un iter in Parlamento dall’andatura simile all’invertebrato.

Maggioranza: Questa sconosciuta. La legislatura era cominciata a tre teste, poi è diventata a due teste. Oggi assistiamo a una maggioranza variabile, un po’ come il clima che sta imperversando in questa estate.

Nazareno: Dopo la Pace di Westfalia che mise fine alla guerra dei Trent’anni, nei libri di storia riteniamo che verrà ricordato, si fa per dire, anche il Patto del Nazareno. E’ l’accordo siglato da Matteo Renzi e Silvio Berlusconi nella sede del Pd.

Ostruzionismo/Filibustering: L’opposizione sta cercando in tutti i modi e mezzi possibili di farsi sentire in Aula. E i giornali ricordano i mitici anni dell’ostruzionismo radicale quando i vari Boato, Cicciomessere e Aglietta inveivano e tentavano l’assalto a Nilde Iotti.

Pantano/Palude: E’ uno degli ostacoli in cui rischia di finire la corsa di Renzi. Tanto che lo stesso presidente del Consiglio continua a ripeterlo quasi lo voglia esorcizzare.

Quorum: Nell’accordo del patto del Nazareno c’è la clausola elezione Presidente della Repubblica. Oltre al nome c’è anche la questione quorum. Per i primi 4 scrutini serviranno i due terzi, poi si passerà ai tre quinti per i successivi quattro. Dal nono scrutinio servirà la maggioranza assoluta. I franchi tiratori stanno già aggiustando la mira. 

Riforme: Queste sconosciute. Ogni volta che una legislatura ha avuto inizio, il leit motiv è stato quello che bisogna approvare le riforme utili per il Paese. Gli italiani sono tutti seduti sulla riva del fiume in attesa che passi l’ennesimo cadavere (dicasi Governo).

Senato/senatori: Per anni Palazzo Madama e i suoi inquilini sono stati costretti a vivere di riflesso rispetto ai colleghi di Montecitorio. Oggi sono al centro dell’attenzione come se fossero all’origine di tutti i mali della politica e, per giunta, si devono votare la loro estinzione. Il classico suicidio politico.

Tumulti: Da gennaio a oggi, con un crescendo nelle ultime sedute, si è assistito a ogni genere di scontro all’interno dell’emiciclo. I termini si sono sprecati da gazzarra a rissa, da incidenti a bagarre e ogni volta ci si è scandalizzati come se fosse la prima volta. 

Urgenza: E’ quella messa in atto da Renzi per approvare qualsiasi decreto o legge o riforma che dir si voglia. Salvo poi tornare sui suoi passi e rivedere ogni atto perché sbagliato. Ultimo in ordine di tempo il decreto sulla Pubblica amministrazione.

Voto: Anticipato e allontanato un giorno sì e uno pure; il voto aleggia per i cieli italiani come un avvoltoio. Se la riforma dovesse arrivare in porto si vota perché decade il Parlamento; se, invece, tutto dovesse impantanarsi, allora si vota perché Renzi porta tutti alle urne.

Z:Silvio Berlusconi ha comunicato ai senatori dissidenti del suo partito che i patti si rispettano dalla A alla Z. Minzolini avvisato mezzo salvato.

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