Di Pietro e il tesoretto (15 milioni) dell'Idv

Franco Barbato occupa l'ufficio di presidenza e chiede la rendicontazione della scorsa legislatura

Il deputato dell'Idv Franco Barbato. Credits: (ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

Carmelo Caruso

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Ha smascherato colleghi, si è fatto espellere da Montecitorio e ha perfino deciso di non ricandidarsi. E adesso? «E adesso occupo l’ufficio di presidenza dell’Idv, perché voglio che mi diano la rendicontazione dei conti di un’intera legislatura e che l’Idv rinunci a un tesoretto di 15 milioni di euro».

I grillini lo considerano tra i parlamentari l’unico che davvero possa fregiarsi di quel titolo, per l’Idv e i partiti defunti, Franco Barbato, è ormai uno spauracchio, al punto da occupare l’aula dell’ex gruppo parlamentare dell’Idv se non gli daranno la possibilità di consultare i rendiconti. «No, non mi arrendo, anzi, rilancio con “I cittadini”, non il partito di Barbato, ma qualcosa di più: questa è la democrazia partecipativa che supera perfino il movimento di Grillo».

Di fatto è l’unico che si sia salvato dalla catastrofe dell’Idv, tanto da denunciarla ben prima che scoppiasse il caso Di Pietro e la morte in diretta su Report con un impacciato segretario confuso sul numero delle proprie case.

Prima pirata (ha esportato in Italia il partito dei pirati) adesso ricercatore di conti. Eh già, va bene i grillini e la trasparenza, ma mai quanto quella di Barbato che già ad ottobre dell’anno scorso aveva provato ciò che adesso è finito per essere un punto di Bersani e del M5S.

«Avevo provato a fare approvare un emendamento dentro la legge di stabilità in cui costringevo i partiti oramai defunti, pensate ai Ds, a rinunciare ai rimborsi elettorali. Naturalmente la legge venne bocciata da tutti».

E tra i partiti ci sarebbe pure il suo ex partito l’Idv che a luglio dovrebbe ricevere le trance di rimborso per le elezioni politiche della scorsa legislatura, delle elezioni europee e delle scorse regionali: «Proprio quando agli italiani verrà chiesto un ulteriore sacrificio con la Tares, l’imposta che sostituirà la Tarsu e che provocherà un esborso di quasi 500 euro a famiglia».

Così, nonostante l’Idv si sia sbriciolata insieme ad Antonio Ingroia, Barbato non si rassegna e chiede di vedere la rendicontazione del gruppo («altro denaro oltre quello che viene destinato al partito»). Rendicontazione che gli è stata negata, ma che non ha certo scoraggiato l’idomabile Barbato che su Twitter ha lanciato la sua resistenza: “Occupo l’ufficio di presidenza Idv perché non mi fanno vedere la rendicontazione”.

Il partito, o almeno quello che rimane, temporeggia al punto da far infuriare il pirata Barbato: «L’ultimo capogruppo Antonio Borghesi mi ha detto di chiederlo all’ex capogruppo Donadi, oggi mi si chiede una dichiarazione scritta da presentare, come se non avessi fatto parte anch’io del gruppo Idv». Ma cosa cerca Barbato? «Se la Lega investiva in diamanti, nell’Idv sono certo che ben 8 milioni su 15 concessi per rimborsi elettorali sono stati investiti in titoli. Chiedo che vengano restituiti, mi sembra il minimo». E se non bastasse Barbato, nel partito a livello regionale, in Molise, le polemiche si concentrano sulle spese del figlio di Di Pietro eletto in consiglio e che avrebbe speso per la sua elezione ben 120 mila euro.

«Mi fanno ridere oggi chi come Borghesi e Di Pietro si dice pronto a lavorare con i grillini tanto da spedirgli i curriculum».

Sarà che Grillo e i grillini verranno superati dall’Occupy Barbato?

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