Di Maio, il candidato "unico" del M5S

La farsa delle primarie grilline è venuta fuori. Ora il pericolo è che si riveli un boomerang per il Movimento e la sua immagine di "trasparenza"

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Luigi Di Maio a Torino - 10 settembre 2017 – Credits: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Ilaria Molinari

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Non è il candidato unico ma è come se lo fosse. Luigi Di Maio è il solo "nome forte" del M5S a essersi presentato per ricoprire il ruolo di presidente del Consiglio alle prossime elezioni politiche. E già si parla di candidatura "bulgara" voluta e manovrata da dietro le quinte da Davide Casaleggio. Un'operazione che sarebbe stata decisa da tempo e che il ritiro (inatteso) degli altri "big" ha messo bene in evidenza.

Gli altri due nomi forti, Roberto Fico e Alessandro Di Battista, infatti, hanno deciso di fare un passo indietro. Il primo con un certo fastidio (pare stia pensando di disertare il meeting di Rimini del 24 settembre), il secondo abbassando la testa e decidendo per un accordo di sostegno al partner di sempre.

Gli altri candidati

A scegliere di presentarsi è stata invece Elena Fattori, 51 anni, già parlamentare e vicepresidente della commissione Agricoltura al Senato. Gli altri nomi sono amministratori locali dal peso politico praticamente nullo.

  • Vincenzo Cicchetti, 61 anni, consigliere comunale di Riccione nel 2014 si era candidato alla poltrona di sindaco per il M5s. L
  • Andrea Davide Frallicciardi, 39 anni, consigliere 5Stelle del Comune di Figline Valdarno fino al 2013.
  • Domenico Ispirato, 54 anni, candidato nelle liste M5S per le amministrative 2012 di Verona, eletto nella terza circoscrizione dove diventa capogruppo.
  • Gianmarco Novi, 40 anni. Nel 2012 è stato eletto Consigliere Comunale a Monza
  • Nadia Piseddu, 28 anni, nel 2014 si è candidata sindaco per il Comune di Vignola
  • Marco Zordan, 43 anni, è di Arzignano e fa l'artigiano.

Perché è pericoloso per il Movimento

L'operazione già suscita malumori. Disertare le "primarie" da parte di Fico e Di Battista ha spiazzato sia Beppe Grillo che lo stesso Luigi Di Maio. Scoperte le carte del piano del "dietro le quinte" e quindi messa in dubbio ancora una volta la trasparenza delle operazioni grilline, si teme ora un boomerang in termini di immagine e credibilità.

Anche perché va considerato che con le nuove regole del Movimento, il candidato premier può anche diventare la guida del Movimento con tutti i poteri che ne derivano. In pratica, sostituire Beppe Grillo che da tempo vuole lasciare e che ieri, dall'hotel Forum di Roma in cui era blindato da un assedio di giornalisti, ha fatto il suo show calando dalla finestra della sua stanza un lenzuolo bianco in segno di "evasione".

Di certo non avere candidati per il confronto può, invece di rafforzarlo, indebolire Di Maio e la sua immagine di leader non più "scelto" dalla base ma "imposto" dall'alto.

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