Politica

"Denunciare Fiorito? Lo rifarei di nuovo"

Francesco Battistoni svela i retroscena dello scandalo Lazio. "Io governatore? Se me lo chiedessero ci penserei".

Francesco Battistoni, il grande accusatore di Franco Fiorito (Credits: Francesco Battistoni)

Spero di non incrociare mai più Franco Fiorito sulla mia strada, non so come reagirei”. Per la prima volta dall'arresto di Batman, parla in esclusiva a Panorama.it Francesco Battistoni, il grande accusatore, colui che denunciando le ruberie del “Federale di Anagni” ha fatto sì che venisse alla luce anche il sistema di spartizione di denaro tra partiti su cui si reggeva la Regione Lazio crollata sotto i contraccolpi dello scandalo.

A differenza del suo avversario, capace di rilasciare dichiarazioni alla stampa addirittura dal carcere, Battistoni non è uno che ama troppo apparire su giornali e televisioni. Anche il loro unico scontro tv, quello in cui Fiorito lo ha deriso dandogli del “cinese” e “faccia da prete”, sarebbe stato, spiega lui, “frutto di un agguato”.

Originario di Proceno, paese di 600 anime in provincia di Viterbo ma quasi in Toscana, Francesco Battistoni, sposato, padre di tre figli maschi, nel '99, a 32 anni, è il direttore generale della Viterbese gaucciana dove avrà a che fare con la fidanzata di allora di Lucianone, Elisabetta Tulliani, e il fratello di lei, Giancarlo. “Una famiglia affiatata – la definisce oggi con sarcasmo di fronte alla vicenda della casa di Montecarlo – tutti molto ambiziosi”.

Religiosissimo, tanto che al polso porta sempre un braccialetto di legno con una croce, Battistoni cresciuto nella Dc, è stato segretario provinciale del Fuci (Federazione universitaria cattolici italiani). Pupillo di Antonio Tajani, aderisce a Forza Italia, diventa assessore provinciale, poi sindaco di Proceno, per un'estate assessore regionale all'Agricoltura grazie alle oltre 9 mila preferenze raccolte nel 2010 e infine capogruppo Pdl alla Regione Lazio. Al posto di Francone che nel frattempo aveva prima sfiduciato, poi denunciato.

Battistoni, rifarebbe tutto?

Sì, nonostante mi sia costato molto anche sul piano personale.

Si riferisce alla storia dei presunti pernottamenti in hotel con l'amante?

Sì, nonostante quelle accuse si siano rivelate del tutto false, in quel frangente hanno pesato moltissimo. Ringraziando Dio ho potuto contare su una forte solidità familiare, ma se per fare politica si deve rischiare tutto ciò, vuol dire che siamo arrivati alla frutta.

Lei è stato accusato da Fiorito anche di aver taroccato al rialzo alcune fatture?

Molte delle ditte che le avrebbero emesse hanno presentato un esposto in Procura, anche in questo caso vedremo chi ha detto la verità e chi no.

Le fa piacere che oggi Fiorito si trovi in carcere?

Io non odio nessuno, nemmeno Fiorito. Ma è giusto che chi sbaglia paghi il conto.

Se un giorno lo incontrasse di nuovo sulla sua strada?

Almeno su quella politica spero di non doverlo incrociare mai più. Per il resto, non riesco a immaginare che tipo di reazione potrei avare.

Perché lei e Fiorito avete iniziato a farvi la guerra?

Penso che lui non abbia digerito il fatto che in tempi non sospetti, verso metà luglio, io e la quasi totalità dei consiglieri, eccetto Cicchetti, gli scrivemmo una lettera con cui chiedevamo una riunione di gruppo per segnalare alcune cose che non funzionavano.

Per esempio?

Non c'era una linea comune, ai consigli si andava in ordine sparso perché non facevamo mai una riunione prima.

Fiorito se la sarebbe legata al dito?

Ha convocato una riunione sfidandoci a raccogliere firme sufficienti per sfiduciarlo e noi lo abbiamo fatto.

Quando il 6 agosto lei scrive a Berlusconi, Alfano e Verdini per avvisarli della situazione, che risposta riceve?

Queste sono vicende che riguardano il partito, quello che doveva essere fatto è stato fatto. Io sono andato avanti, no?

Lei è diventato capogruppo ma poi la Polverini ha preteso la sua testa per rimanere alla guida della Regione. Che le aveva fatto di male?

Nulla! Anzi, credevo di avere con lei un buon rapporto. Ricordo che il mio ultimo intervento in Aula fu per difenderla dalle accuse dell'opposizione sul suo ricovero al San'Andrea.

Ma perché la Polverini si è dimessa? C'entra davvero solo il venire meno dell'appoggio dell'Udc?

Mi è sembrata una mossa alquanto strana. Al consiglio del lunedì aveva chiesto i tagli per non dimettersi, venerdì sono stati votati e la settimana dopo si è dimessa. Di fronte alla scusa “Udc” resto abbastanza perplesso.

Non reggeva più la faida interna al Pdl tra ex An ed ex Fi?

Questa faida non è mai esistita, o comunque non ha mai rappresentato un ostacolo per lei: abbiamo votato tutte le leggi che ci ha proposto,  le siamo sempre stati fedeli. Non capisco.

Si ricandiderà alla regione o a sindaco di Viterbo?

Il sindaco di Viterbo no grazie, e smentisco che Silvio Berlusconi me l'abbia proposto. A me piacerebbe restare alla regione.

Ha mai pensato di poter fare il presidente?

Dovrebbe essere il partito a chiedermelo e per ora non l'ha fatto. Non credo di correre questo rischio, ma le vie del Signore sono infinite...

Ma se glielo chiedono, lei, Battistoni, accetterebbe di “immolarsi”?

Intanto mi presenterei alle primarie, se ci fosse il tempo di farle.

Che ne pensa della candidatura di Zingaretti?

Mi sembra un bravo amministratore, ma trovo discutibile che all'ultimo momento un candidato cambi strada, dal comune alla regione, come ha fatto lui.

Il centrodestra nel Lazio è spacciato?

No. Il centrodestra ha rischiato di perdere le elezioni del 2010 nonostante il caso Marrazzo. Se alla fine si candidassero persone come Giorgia Meloni o Fabio Rampelli ce la potremmo giocare.

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