Politica

Decreto sicurezza, si dal Senato. Ecco cosa prevede

I punti di maggiore rilevanza, le differenze rispetto al passato e i passaggi che fanno più discutere

Salvini,stop domanda asilo se pericolosità o condanna

Eleonora Lorusso

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Palazzo Madama ha liquidato il decreto legge sicurezza, con 163 sì e 59 no, dopo che il governo aveva posto la fiducia al testo. Prima della votazione il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, aveva chiarito: “Il governo non è assolutamente a rischio, manterrà uno per uno gli impegni presi con gli italiani, punto. Con buon senso e umiltà, si risolve tutto”.

Cinque senatori del Movimento 5 Stelle hanno lasciato l’aula prima della votazione e sono stati deferiti ali probiviri per assenza ingiustificata. I no sono arrivati dal Pd, Forza Italia non ha partecipato al voto, Fratelli d’Italia si è astenuta.

Sono 40 gli articoli del dl che ora andrà in discussione alla Camera. Il testo, chiamato Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, prevenzione e contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa, indica le priorità d’intervento dell’esecutivo e del responsabile del Viminale, che lo ha fortemente voluto. Ecco cosa prevedono in sintesi.

I punti principali

La legge mira a ridurre il numero di concessioni del diritto d'asilo eliminando il concetto di permesso di soggiorno per motivi umanitari che, in via temporanea, verrà concesso solo a persone che rispettino una ridotta casistica di situazioni. Inoltre propone la revoca del diritto d'asilo per chi delinque; la revoca della cittadinanza per chi viene condannato per terrorismo e il raddoppiamento del periodo in cui è possibile che un immigrato possa essere tenuto nei centri per il rimpatrio (CPR) in maniera tale da poter contrastare la clandestinità evitando la dispersione di irregolari sul territorio nazionale.

Limitazione dei permessi umanitari

Entrando più nello specifico, si elimina "L'attuale esercizio discrezionale nella concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari con l'introduzione di una tipizzazione dei casi di tutela complementare, con precisi requisiti per i soggetti interessati".

L'obiettivo è quello di intervenire su una delle maggiori criticità dell'attuale sistema ovvero la sproporzione numerica tra il numero di riconoscimenti delle forme di protezione internazionale espressamente disciplinate a livello europeo (status di rifugiato e protezione sussidiaria) e il numero di permessi di soggiorno rilasciati per motivi umanitari. La protezione umanitaria viene sostituita da sei tipologie di permessi speciali: per vittime di grave sfruttamento, motivi di salute, violenza domestica, calamità nel Paese d’origine, cure mediche e atti di particolare valore civile.

Stop al permesso ed esplusione per chi delinque

Il testo individua casi specifici nei quali il permesso di soggiorno e la cittadinanza possono essere revocati e gli stranieri espulsi. La protezione internazionale viene negata o sospesa dopo una condanna in primo grado per i reati di violenza sessuale, lesioni gravi e rapina, violenza a pubblico ufficiale, mutilazioni sessuali, furto aggravato e traffico di droga. Previsti provvedimenti analoghi anche in caso di pericolosità sociale seppure l'immigrato non sia ancora stato condannato.

Per chi, invece, viene condannato in via definitiva per reati di terrorismo è prevista la revoca della cittadinanza acquisita e l'espulsione immediata.

Per evitare la strumentalizzazione delle domande di protezione internazionali, in rispetto alle norme europee, si cercherà di individuare i soggetti che eludono i controlli alle frontiere e ripropongono la richiesta di permesso di soggiorno solo al fine di eludere il foglio di via. 

I tempi per i rimpatri

Uno degli ambiti di maggiore intervento è proprio quello dei rimpatri. Nei centri di permanenza gli stranieri potranno stare fino a 180 giorni (invece che 90) affinché, in quel periodo di tempo, possa essere organizzata l'effettiva esecuzione della misura ed è prevista la costruzione di nuovi centri, dal momento che quelli attualmente in funzione possono ospitare un massimo di 400 persone. Fino a oggi, allo scadere dei tre mesi il migrante non poteva essere più tenuto nel centro e, seppur privo di permesso di soggiorno, veniva lasciato andare. 

La riduzione del ruolo delle Spar

Altro punto molto discusso è quello che riguarda la drastica riduzione dei progetti in inclusione sociale e integrazione. Solo i titolari di protezione internazionale e i minori non accompagnati hanno diritto a seguire i progetti di integrazione ed inclusione sociale previsti dal sistema Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). I richiedenti asilo, inoltre, potranno essere accolti solo nei Cas (Centri di accoglienza secondaria) e nei Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo).

Lotta al terrorismo

Nel testo è previsto anche un giro di vite sul noleggio di tir e furgoni, utilizzati in passato in altri attentati all’estero, come a Barcellona, Nizza, Berlino. Inoltre, viene introdotta la misura del Daspo per i sospettati di terrorismo: creato per le manifestazioni sportive, sarà esteso a chi è sospettato di preparare un attentato o di fiancheggiare un’organizzazione terroristica. Lo stesso provvedimento diventa anche urbano, cioè riguarda la diffida al avvicinarsi a ospedali, scuole, aree dove si svolgano mercati o fiere per tutti gli indiziati di terrorismo.

Sicurezza urbana

Oltre al pacchetto immigrazione, la legge prevede novità in fatto di sicurezza urbana. In primo luogo il cosiddetto braccialetto elettronico potrebbe essere introdotto per reati quali stalking e maltrattamenti; anche la polizia municipale delle grandi città (più di 100.000 abitanti) verrà dotata di Taser, la pistola elettronica già in via di sperimentazione.

Un altro capitolo rigurda poi l'inasprimento delle pene per chi occupa abusivamente gli immobili, introducendo nuove norme per migliorare la gestione dei beni confiscati alla mafia

Come chiarito a settembre dal vicepremier Salvini, non sono incluse norme relative ai campi rom in Italia, ma il suo progetto politico è quello di intervenire per arrivare all'eliminazione degli insediamenti illegali su tutto il territorio nazionale entro fine legislatura.

Perché un decreto legge 

Il titolo del documento giustifica l'utilizzo dello strumento legislativo del decreto, ovvero di un atto urgente avente forza di legge emanato direttamente dal Governo senza passare dal Parlamento. 

"Disposizioni urgenti - titola infatti l'atto - in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata".

Cosa dicono le opposizioni

Fin dall'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, l'Anpi si era detta contraria alla diminuzione della concessione dei permessi di soggiorno, ritenendo che non porterà a una diminuzione degli stranieri in Italia, ma solo a un aumento dei clandestini. Scettici anche alcuni sindaci che temono un abbandono delle periferie e una totale mancanza sul territorio di progetti d'inclusione.

L'ex titolare del Viminale Marco Minniti ha dichiarato: "Alla fine il decreto Salvini passerà alla storia come decreto insicurezza visto che otterrà l’effetto opposto di quello che si proclama di voler produrre". Secondo il predecessore di Salvini "Le espulsioni non dipendono dalla legislazione italiana ma dalla capacità di costruire relazioni internazionali: noi non possiamo far salire le persone su un aereo e gettarle a mare come nell’Argentina di Videla. Noi possiamo fare rimpatri solo se siamo in condizione di rimandarli nei Paesi di provenienza, con un’attività diplomatica che da questo governo non vedo".

La soddisfazione di Salvini

Alla vigilia del voto il vicepremier Salvini aveva affidato a Facebook le sue aspettative definendo il provvedimento come di "un passo in avanti per la sicurezza non solo dei cittadini italiani ma anche dei tanti immigrati regolari e perbene che non devono essere mischiati con stupratori, scippatori, spacciatori, gente che non scappa dalla guerra ma che la guerra ce la porta in casa".

L’intervento del Quirinale

Prima del via libera a Palazzo Madama, il testo approvato dal Consiglio dei Ministri aveva ricevuto anche il semaforo verde da parte del Capo dello Stato, Mattarella, che però aveva scritto al premier ricordando quanto previsto dalla Costituzione e dai trattati internazionali, in particolare in riferimento all’art. 10 sulle tutele dello “straniero”. Palazzo Chigi aveva risposto che quanto previsto dalla Carta “anche per il Governo non è posto in discussione”.

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