(Ansa, Filippo Attili)
Politica

Ecco il decreto pro imprese tirato per le lunghe in attesa dell'Ue

Al terzo giorno d'attesa ecco il testo del Decreto Liquidità, mentre a Bruxelles si litiga ancora sugli Eurobond. Il Paese non ha più tempo

Quanto tempo dobbiamo aspettare ancora? Quanti giorni servono ad un Governo per preparare un Decreto che ha già presentato al Paese, vendendolo come «il bazooka economico» oppure «il più grosso provvedimento della storia della Repubblica»? Sono passati infatti tre giorni da quando Conte e Gualtieri hanno raccontato dei famosi 400 miliardi a disposizione di Partite Iva, liberi professionisti, piccole e medie imprese e grandi aziende messe in grossa difficoltà dal Coronavirus; dichiarazioni a cui però non era seguito nulla di concreto, nessun documento ufficiale. Fino a pochi minuti fa.

ECCO IL DECRETO

DECRETO LEGGE LIQUIDITA'.pdf

DECRETO LIQUIDITA' RELAZIONE ILLUSTRATIVA.pdf

Il testo arriva all'alba, dopo l'ennesima notte di dubbi: come mai questo ritardo? Che problemi ci sono stati?

Dubbi ancor più pesanti se pensiamo che dall'Europa non arrivano segnali positivi in merito all'annosa questione Coronabond-Mes. Una lotta la cui parola fine viene anche in questo caso, posticipata giorno dopo giorno, settimana dopo settimana. Conte ieri sera per la prima volta ha usato parole forti contro Bruxelles: «ammorbidire le regole di bilancio o dovremo fare a meno dell'Europa».

E' evidente che le due cose siano molto più legate di quanto possa sembrare. Quello che però a Palazzo Chigi ed a Strasburgo non hanno capito e non capiscono è che il tempo, in questi giorni, è un fattore.

Un imprenditore che ha l'azienda ferma da settimane, con i dipendenti a casa, con i debiti, i fatturati bloccati forse per altri 30 giorni, non ha tempo. Ogni ora che passa è una tragedia; ogni giorno, anzi, un giorno, è un giorno di terrore alla ricerca disperata di una soluzione. La vita reale ha altri tempi, i tempi della normalità con le sue urgenze che non sono rinviabili.

La Politica, italiana ed europea invece continuano a perdere tempo, come se ne avessimo a disposizione.

Con il Decreto in mano abbiamo avuto una risposta. Ora bisogna passare ai fatti, facendo arrivare i soldi alle aziende che hanno già aspettato troppo. Ma la partita europea rimane aperta, forse la più delicata.

Se lo ricordino a Strasburgo: l'Italia purtroppo non ha più tempo.

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