Davide Casaleggio, l'erede designato tra azienda e politica

Ritratto del figlio 39enne del fondatore del M5S: sarà lui a gestire il blog, la società di famiglia e i difficili rapporti con il partito di Grillo

 

Scomparso Gianroberto Casaleggio, toccherà probabilmente al figlio Davide occuparsi della gestione della Casaleggio Associati srl, l'azienda di famiglia di cui già possedeva  il 30% delle quote, la stessa percentuale di cui era proprietario il padre sino alla sua prematura dipartita.

Casaleggio: il santone di Grillo


39 anni, laureato all'Università Bocconi con una specializzazione sull'e-commerce, una serie di prestigiose consulenze alle spalle con diverse società internet che operano sul mercato internazionale, Davide Casaleggio è stato attivo, sin dalla fondazione del blog di Beppe Grillo, e con un ruolo solo apparentemente più tecnico-commerciale che politico, nel Movimento Cinque Stelle e nell'azienda di famiglia. Il suo ruolo è sempre stato quello di fedele consigliere e allievo del padre, dal quale è stato cresciuto dopo il  divorzio con Elisabeth Clare Birks, la madre inglese ritornata nel suo Paese natale dopo la separazione. Nei confronti del padre Gianroberto, raccontano quelli che lo hanno conosciuto, ha forse per questo sempre avuto «un rapporto di profondo rispetto e stima quasi reverenziale».  Diventandone negli anni l'ombra operativa dopo la malattia e anche l'erede designato. 

Appassionato di sport estremi, Davide Casaleggio - sempre vestito in jeans e in modo informale anche nelle occasioni ufficiali - vanterebbe, secondo quanto scrive sul suo curriculum, un elevatissimo quoziente di intelligenza tanto che già all'età di 12 anni era nella top five degli scacchisti italiani. Ma è sul piano politico che Davide, a seguito della malattia che ha colpito il padre, si è fatto conoscere negli ultimi due anni, entrando a far parte a pieno titolo (e non senza malumori della base grillina) del mitico staff del Movimento, il direttorio di garanzia fondato nel 2014 per mettere ordine in un partito molto più spacato, a dispetto dell'unanimismo di facciata, di quanto si creda.  C'era Davide Casaleggio quando nel 2014 Beppe Grillo incontrò a Londra Nick Farage, il leader del partito ultranazionalista inglese con cui i grillini scelsero di allearsi dopo le elezioni europee. E fu sempre Davide a promuovere nel 2005 il primo incontro fisico tra gli iscritti al gruppo degli Amici di Beppe Grillo di Milano, il germe dell'associazione dalla quale è nato parecchi anni dopo tutto il Movimento Cinque stelle. Anche dietro gli attacchi a Federico Pizzarotti, il sindaco di Parma con cui il blog di Beppe Grillo ha spesso polemizzato per la sua decisione di non spegnere l'inceneritore, c'era soprattutto lui, Davide, secondo frequenti rumors raccolti dentro il Movimento.

Timido, riservato ed elegante, esattamente come Gianroberto, Davide Casaleggio condivide lo stesso disprezzo che nutriva il padre nei confronti dei giornalisti. Qualche giorno fa Jacopo Iacoboni, sempre molto informato sulle cose del M5S, ha scritto su La Stampa che il fondatore stava pensando al figlio Davide quale successore dell'azienda di famiglia, di cui il M5S è (a dispetto della retorica democraticista) anche formalmente e legalmente un'emanazione.

Provocò allora, quell'articolo che si dilungava sul ruolo-chiave sia politico che aziendale che ormai aveva assunto Davide, una serie di smentite di prammatica, mista a accuse di sciacallaggio politico, da parte dei vertici parlamentari del Movimento. Ma era tutto vero. È ormai più di un anno che Davide fa di fatto le veci del padre sia a livello politico che societario. Ora tocca a lui, come si conviene ai principi ereditari. Tenere tutto insieme - dall'azienda al partito - non sarà affatto un compito facile.

© Riproduzione Riservata

Commenti