Dalla scuola alle norme anti-furbetti: che cosa ha detto Renzi

Dopo il sì del CdM alla riforma della PA, il premier ha esposto a Roma i punti salienti del provvedimento. Lanciando qualche frecciata

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Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini (s), il Premier Matteo Renzi e il ministro della P.A. Marianna Madia a Palazzo Chigi durante la conferenza stampa – Credits: ANSA/GIUSEPPE LAMI SO GIUSEPPE LAMI NNNN

Nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, il premier, Matteo Renzi - accompagnato dai ministri Marianna Madia e Stefania Giannini - ha illustrato i primi undici decreti attuativi della riforma della Pubblica amministrazione, approvati questa notte - in attesa del sì dei due rami del parlamento - dal Consiglio dei ministri.  Dal taglio delle partecipate alla stretta sui licenziamenti dei furbetti della Pubblica amministrazione, dalla riforma dei porti all’accorpamento del corpo Forestale ai Carabinieri, fino alla riforma delle classi di concorso approvata anch'essa ieri notte dalla compagine minusteriale


CLASSI DI CONCORSO
La riforma delle classi di concorso, cioé la revisione delle materie che possono essere insegnate da un professore alle medie e alle superiori, è considerata preliminare all’avvio del grande concorso che si svolgerà a fine marzo e che, secondo il premier, dovrebbe portare in cattedra a settembre 63.712 nuovi professori. "È un grande intervento sulla scuola. Abbiamo deciso che la scelta sarà legata alla qualità di donne e uomini della scuola, sono il bene più prezioso perché diamo a loro i nostri figli. Quindi massima richiesta di qualità da tutti i punti di vista. Bisogna smetterla di pensare che entrare nella scuola sia un diritto. Abbiamo sanato la vicenda dei precari. Da oggi sceglieremo le donne e gli uomini migliori perché vadano a insegnare".

L'accorpamento delle classi di concorso esistenti (che passano da 168 a 116) mira a uno scopo secondo il premier: "Aumentare il numero di posti per classe di concorso e il tasso di sostituibilità degli insegnanti", secondo quanto ha spiegato il comunicato di Palazzo Chigi. Lo stesso docente, in sostenza, potrà insegnare ancora più materie di quelle tre o quattro alle quali già adesso è abilitato attualmente. Con il rischio, però, avvertono i sindacati della scuola, di un annacquamento delle competenze, soprattutto per le materie tecnico-scientifiche. C'è un ulteriore novità; l'accesso all'insegnamento, per quanto riguarda le materie economiche e giuridiche, sarà esteso anche ai laureati in Scienze politiche, mentre i laureati in ingegneria potranno insegnare matematica e scienze alle medie. 

SCURE CONTRO I FURBETTI
Il dipendente pubblico che viene colto in flagranza a falsificare la sua presenza in servizio,  come coloro che sono stati pizzicati a Sanremo, verrà punito entro 48 ore con la sospensione dall'incarico e dalla retribuzione. Se l'illecito non verrà denunciato il dirigente rischia pesanti sanzioni, fino al licenziamento (oggi al massimo c'è la sospensione). Il decreto prevede un iter accelerato per l'espulsione, passando dai 120 giorni attuali ai 30 giorni futuri. In caso di condanna da parte della Corte dei conti, il dipendente dovrà versare non meno di 6 mesi di stipendio.  "Se io ti becco a timbrare il cartellino e te ne vai, entro 48 te ne vai a casa, sospendendoti, e poi 30 giorni per chiudere il procedimento" ha detto il premier rispondendo anche a chi sostiene che esistono già leggi per punire i disonesti: "Sui furbetti del cartellino c'è una felice sintesi di Brunetta e Cgil che dicono che le norme ci sono già, ma non sono efficaci come questa. Oggi non c'è l'obbligo di licenziamento, decide il dirigente. Con le nuove norme, se il dirigente non licenzia licenziamo il dirigente. Ci sono tutte le procedure e le garanzie, ma quando a Sanremo vedi quello che timbra in mutande non è un optional il licenziamento".

RIFORMA DIGITALE
Il presidente del Consiglio ha annunciato anche l'entrata in vigore del pin unico entro il 31 dicembre 2017. L'ha definita "una rivoluzione concettuale": "Il pin unico  diventa il meccanismo con cui dialogare con la P.A. Per le multe che ti fa Comune, per la Sanità, per il pagamento delle tasse".

NESSUN PROBLEMA BANCARIO
Il premier si è dilungato anche sulla crisi del sistema bancario sostenendo che "non c'è un problema bancario in Italia in quanto tale" e che "l'Italia, paradossalmente, può essere un posto più sicuro di altri".  "Il modo migliore per ridurre le sofferenze - ha continuato il premier - è far partire l'economia nel medio periodo, poi vanno agevolate le procedure per il recupero dei crediti".

POLEMICHE EUROPEE
Dopo il botta e risposta a distanza con il presidente della Commissione europea, il premier ha detto che anche se "Juncker ha sbagliato parole, pazienza. Quello che mi interessa è che non sbagli politiche per l'Europa": "Io voglio più Europa, ma che funzioni e che abbia regole uguali per tutti. Che le regole che valgono per me valgano anche per altri, che non ci sia doppio standard". Per il premier, l'Italia non è nella posizione di "sorvegliata speciale in Ue, ma il motore. L'Italia è più forte di un certo tipo di racconto che parte dal presupposto che alle porte ci siano la Troika o la Grecia, è un racconto tipico della politica italiana, ma non è così", ha detto il premier a gli chiede se è immaginabile il ricorso al fondo europeo Esm. In merito al battibecco con Juncker, ha concluso: "Non sono qui a fare il portavoce di un litigio, se si usano in conferenza stampa espressione sbagliate, pace, non sono permaloso".


MENO CORPI DI POLIZIA
I corpi di polizia scendono da 5 a 4. il corpo della Forestale viene assorbito dai Carabinieri. "Dicevano che era impossibile". Anche le autorità portuali saranno ridotte:  "Esistono 24 Autorità e soprattutto molte procedure. La semplificazione riduce a 15 le Autorità portuali, con una sana e seria politica di coordinamento".

TAGLIO PARTECIPATE
  Le partecipate  perdono settemila unità: "Sulle partecipate il numero sarà ridotto da 8 mila a 1.000.  Regole certe per impedire la formazione di nuove aziende e riduzione dello stipendio per amministratori che non producono utili". Tra dodici mesi Renzi ha assicurato che ci sarà una verifica: "Saremo in condizione di verificare se l'obiettivo sarà raggiunto da qui a un anno. Il taglio, cioè, è reso cogente e stringente a differenza delle regole fatte dai governi precedenti".


UNIONI CIVILI
Il premier che ha assicurato che decreti entrano in vigore, ragionevolmente in 2-3 mesi, ha dedicato un passaggio della sua conferenza stampa anche al tema delle unioni civili che rischiano di spaccare la maggioranza e il suo stesso partito, dove la componente cattolica è sul piede di guerra per porre una serie di regole più stringenti (dalla maternità surrogata al diritto all'adozione. Il premier, che non ha mai esistato ricorrendo spesso in materie contabili al voto di fiducia, ha detto che "il governo rispetta il dibattito parlamentare, non interviene": "La stragrande maggioranza degli italiani è d'accordo che una legge deve esserci. Sono molto contento della qualità del dibattito fino ad ora. Non si sono alzati muri come in passato. Quando si voterà si saprà che lavoro avrà fatto il parlamento".


 




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