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Crisi Roma: lettera di Renzi al sindaco Marino

Pubblicata dal Messaggero, offre piena collaborazione al primo cittadino. A patto che presenti "progetti credibili e concreti"

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Redazione

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Il premier Matteo Renzi scrive a Ignazio Marino: non un tweet di 140 caratteri, ma una lunga lettera pubblica, pubblicata in prima pagina dal quotidiano Il Messaggero e in cui si invita il primo cittadino a formulare un piano concreto per affrontare il degrado di Roma tra piccoli e grandi disservizi pubblici, pensando al contempo al rilancio futuro della Capitale in vista dell'imminente Giubileo e dell'ambiziosa candidatura alle Olimpiadi 2024.

"Ignazio Marino sa che il Pd sta facendo tutti gli sforzi per dargli una mano. E sa che il Governo è pronto a continuare a collaborare con dedizione e tenacia. Adesso tocca a lui però presentare progetti credibili e concreti, dalla visione strategica fino alle buche per le strade o alla pulizia dei tombini quando piove", si legge infatti nella lettera aperta. Che prosegue poi così: "Decida l'Amministrazione Comunale su quali progetti coinvolgere i cittadini e chiamare a raccolta le Istituzioni, a cominciare dalla Regione, il cui Presidente già in più occasioni si è mostrato sensibile e attento".

In attesa di un segnale
Più avanti Matteo Renzi, dopo aver sottolineato che "il Pd capitolino, ben guidato in questa fase di commissariamento da Matteo Orfini, ha un obiettivo unico e semplice: dare una mano a Roma" e anche che al Governo "non interessa puntellare una Giunta, fare un rimpasto, scambiare poltrone", Matteo Renzi assicura piena disponibilità a una collaborazione fattiva: "Noi ci siamo. Siamo pronti sul Giubileo, siamo pronti sulle Olimpiadi, siamo pronti sulle infrastrutture, siamo pronti sulle periferie, siamo pronti sulle aziende partecipate. Purché dal Comune arrivino proposte, non polemiche a distanza... Siamo disponibili a verificare i progetti che la città vorrà proporci, siamo pronti a studiare tutte le soluzioni praticabili per rilanciare Roma. Ma il Sindaco dia un segnale! E si interrompano una volta per tutte le manovre di piccolo cabotaggio figlie di una cultura politica vecchio stampo, che dovrebbe essere superata".

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