Cos'è l'Italicum bis, spiegato bene

Il sistema presentato nel Testo Base per le modifiche alla legge elettorale al Senato è la replica di quello già in vigore per la Camera

parlamento italicum

Il Parlamento – Credits: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images

Ilaria Molinari

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È stato depositato l'11 maggio il testo base della legge elettorale per il Senato. Il relatore Andrea Mazziotti ha presentato un "Italicum bis", ossia l'estensione al Senato della legge elettorale della Camera così come modificata dalla Consulta. 

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Come funziona l'Italicum Bis
- Il sistema estende al Senato il premio di maggioranza alla lista che abbia il 40%, con soglia di sbarramento per entrambe le Camere al 3%.

- Per ottenere il "premio" ad una lista basta raggiungere la quota prevista in una delle due Camere e non in entrambe.

- Alla Camera i collegi plurinominali restano 100, al Senato saranno 50, sempre con capilista bloccati e preferenza.

- Viene estesa anche al Senato la disciplina per l'equilibrio di genere.

- Il testo base prevede, infine, la sostituzione del criterio del sorteggio in caso di elezione in più collegi, con la regola per la quale il candidato risulta eletto nel collegio in cui la lista ha ottenuto la percentuale piu' bassa.

Favorevoli e contrari
L'Italicum bis di fatto è un proporzionale quasi puro, che piace a M5s e Fi, riuniti in un insolito asse, ma viene bocciato dal Pd, che fino all'ultimo aveva spinto per una correzione maggioritaria.

Perchè piace a Forza Italia - Il testo va sulla linea data in mattinata da Silvio Berlusconi, durante una riunione con i suoi: proporzionale e contrarietà netta a ogni tipo di "correttivo maggioritario" o a sostituire i capilista bloccati con le preferenze. 

Perchè non piace al PD - I Dem, che non nascondono l'irritazione verso il relatore Mazziotti, restano sulla loro proposta di un sistema sul modello tedesco (o una sorta di Mattarellum corretto): seggi assegnati per il 50% col proporzionale e per il 50% col maggioritario, con soglia di sbarramento al 5%. I collegi sarebbero assegnati a candidati di coalizione: un dettaglio studiato in chiave di dialogo con Giuliano Pisapia, che infatti promuove la proposta Dem, mentre Pier Luigi Bersani e i suoi lo bocciano.

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