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Cosa significa il No di Renzi a Narni

Il leader di Italia Viva non partecipa all'evento di chiusura della campagna elettorale in Umbria di Bianconi

Narni pd m5s renzi

Andrea Soglio

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Narni; nella foto di gruppo dei leader politici corsi all'evento di chiusura della campagna elettorale per le Elezioni regionali in Umbria, in appoggio del candidato Pd-M5S Vincenzo Bianconi ci sono tutti: il candidato, sorridente, Nicola Zingaretti per il Pd, Luigi Di Maio per i grillini, il ministro Speranza per Leu e addirittura il Premier Giuseppe Conte, per se stesso, che ieri aveva detto "non sono in Umbria per fare campagna elettorale...".

Più dei presenti però a far notizia è l'assente, il grande assente: Matteo Renzi. Lo stratega ne ha combinata infatti un'altra delle sue.

Dopo aver creato il Governo Conte bis e scisso il Pd facendo nascere il suo partito poche ore dopo il giuramento dei ministri (compresi i suoi) il leader di Italia Viva ha detto "no, grazie" a chi lo invitava a metterci la faccia anche in Umbria per la campagna elettorale, il primo grande test politico davanti agli elettori della nuova alleanza anti Salvini.

Un'assenza che pesa, e non poco. E che arriva dopo giorni e dichiarazioni strane da parte di vari esponenti della coalizione. Conte giorni fa diceva che "il voto in Umbria non ha valenza nazionale dato che i suoi abitanti sono meno di quelli della provincia di Lecce". Altri, soprattutto grillini, hanno spiegato che "non ci saranno ripercussioni sul Governo dato che si tratta di un voto amministrativo e non di elezioni politiche". Oggi l'assenza di Renzi.

A mettere insieme tutte queste cose non si può non pensare che a sinistra si senta odore di sconfitta, storica. Sarebbe infatti la prima volta in 50 anni che Pd e/o amici non avrebbero la poltrona di Governatore. E che quindi meglio non farsi vedere e dare le colpe agli altri. Ma l'assenza di Renzi merita una riflessione a parte.

Più che di paura di perdere infatti c'è il sospetto è che il fiorentino voglia marcare ancora di più il peso politico del suo partito, fermo nei sondaggi al 5%. Un valore basso ma sufficiente per risultare decisivo in uno scontro elettorale all'insegna dell'equilibrio come quello umbro.

E' un po' come se Renzi stesse mandando ai suoi compagni di Governo il seguente messaggio: "Cari amici, il mio 5% sarà anche poco ma basta per stabilire chi vince e chi perde. Giusto per dimostrarvi che ho ragione in Umbria vi faccio perdere, così il concetto vi resta impresso forte e chiaro nella mente per le prossime elezioni e decisioni di Governo... State sereni. Con affetto sincero, Matteo".

Fino a quando ed in nome di cosa Zingaretti, Conte e Di Maio (o Beppe Grillo) continueranno a tollerare tutto questo?

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