Politica

Che cosa significa oggi dire qualcosa di sinistra

La globalizzazione ha arricchito pochi per impoverire altri. L'errore è stata assecondarla senza guidarla

Mussolini

Claudio Martelli

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I più anziani da bambini vissero la realtà fascista o furono tirati su da genitori che il fascismo l'avevano combattuto. Poi si formarono durante la guerra fredda quando la minaccia sovietica era concreta, incombente. Per loro la democrazia era importante perché avevano un'idea abbastanza chiara di che cosa significasse vivere in sistemi non democratici.

La democrazia data per scontata

I giovani di oggi invece non hanno vissuto la guerra fredda e non hanno la più pallida idea di come fosse la vita sotto il fascismo. Il non aver idea di cosa significhi vivere in un sistema autoritario li rende disponibili alle avventure politiche. Abituati a subire e a criticare le concrete ingiustizie del sistema democratico, danno per scontati i suoi aspetti positivi. Così scontati da non meritare di essere difesi.

Un numero crescente di cittadini o disprezza la democrazia oppure pensa che le sue regole e le sue istituzioni non contino. E cresce la schiera disponibile ad alternative autoritarie. Si pensi all'ammirazione per Putin e all'invocazione sempre più frequente di un uomo forte al comando. Crisi delle democrazie liberali e insorgenze nazional-populiste attraversano l'Occidente ma sono permanenti a Est e a Sud.

I partiti moderati e conservatori non ne sono risparmiati, ma la prima e la principale vittima è la sinistra storica, socialista, democratica, liberal. In Francia i socialisti sono precipitati al 6 per cento, in Germania, dopo cinque anni di Grosse koalition, Angela Merkel e la Spd hanno perso più del 14 per cento. In Spagna i socialisti sono dimezzati, lo stesso in Polonia dove il partito di estrema destra Legge e giustizia ha travolto il buon governo di Donald Tusk. In Italia Lega e 5 Stelle hanno conquistato la maggioranza e sembrano destinati a governare insieme o a ottenere altre elezioni per assestare il ko a Partito democratico e a Forza Italia.

Le casue delle insorgenze nazional-populiste

Che cosa, oltre la perdita della memoria storica, ha prodotto questo sconquasso? La globalizzazione che ha sottratto interi continenti al sottosviluppo ma che, in Occidente, ha arricchito minoranze ricche e dinamiche e impoverito i già poveri e una parte del ceto medio. Co-governando la globalizzazione e trascurando le sue vittime, la sinistra ha eroso le sue basi sociali ed elettorali.

Poi l'immigrazione ha acuito l'insicurezza e alimentato la protesta degli stessi ceti, costretti a spartirsi con i nuovi venuti uno stato sociale sempre meno generoso. Infine, la rivoluzione dei social media ha annichilito le antiche tribune della libera stampa e la loro autorità un tempo solidale con il sistema liberaldemocratico. Al loro posto, piattaforme perfette per la protesta senza limiti e per attori capaci di organizzarla.

Ma la sinistra non è morta. Con Bernie Sanders negli Usa e con Jeremy Corbyn nel Regno Unito è tornata all'antico, ha perso, ma di misura. In Francia, invece, Emmanuel Macron, il sistema presidenziale, l'élite e gli elettori socialisti hanno vinto creando un movimento per forzare lo Stato dirigista a liberalizzare per crescere e per proteggere. La sfida è aperta ma il nemico è lo stesso.


(Articolo pubblicato sul n° 16 di Panorama, in edicola dal 5 aprile 2018, con il titolo "Che cosa significa oggi dire qualcosa di sinistra")


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