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Corruzione e falso in bilancio: accordo nella maggioranza

La legge dovrebbe essere approvata in marzo. Pene più dure e innalzamento della prescrizione. Falso in bilancio, "reato vero"

andrea-orlando

Redazione

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- Un incontro fra il Pd e Ncd segna l'intesa sul decreto anti-corruzione e l'inasprimento del falso in bilancio, con possibile revisione delle soglie di non punibilità. Il vertice si è svolto a via Arenula tra il ministro Orlando, il viceministro Costa (Ncd) e i principali esponenti Pd, Ncd e Scelta civica delle commissioni di Camera e Senato.

- Ncd voterà i provvedimenti, assicura Costa. Orlando si augura "il maggiore appoggio possibile"; dai 5 stelle (certi che proprio le loro critiche abbiano smosso il governo dalla sua "immobilità"), da Sel e anche da Forza Italia "che non credo sia necessariamente tagliata fuori".

- Con l'accordo il Pd porta a casa pene più dure per i reati di corruzione, con innalzamento della prescrizione.

- Le sanzioni previste per il pubblico ufficiale sono estese all'incaricato di pubblico servizio. Dopo il rialzo delle pene per la corruzione propria (da 4-8 anni a 6-10), si armonizzano quelle per l'induzione indebita (da 3-8 anni a 4-10 anni), con riflessi sull'interdizione dai pubblici uffici; e quelle per chi sta a libro paga, il pubblico ufficiale che riceve indebitamente denaro o altra utilita' (da 1-5 anni a 1-6).

Falso in bilancio, "reato vero"
- Quanto al falso in bilancio, "diventa un reato vero", commenta il senatore Pd Lumia, perché si accantona l'ipotesi che per le società non quotate fosse perseguibile solo a querela: sarà sempre perseguibile d'ufficio. C'è poi "un'apertura a non lasciare soglie di non punibilità", aggiunge Lumia, cioè quel tetto a favore delle società non quotate, per falsità o omissioni che comportino una variazione del risultato economico non oltre il 5%.

- Previsto un "ombrello" per le piccole imprese più esposte a errori. Ombrello che resterà, assicura Orlando. Ma non è detto che lo strumento saranno le soglie: si sta studiando un'alternativa.

Nessun agente provocatore
- Ncd, da parte sua, ottiene di non vedere modifiche su abuso d'ufficio e traffico d'influenze. Non ci sarà neppure l'agente provocatore infiltrato nella Pa, ritenuto prematuro per il nostro sistema.
- Sì, invece, ed è condiviso col Pd, allo sconto di pena da un terzo alla metà per i corrotti che collaborano con i magistrati, sulla falsa riga dei pentiti di mafia.
- Anche sulla prescrizione Ncd ha avuto un peso: la parola passa alla Camera, che ha in cantiere un ddl complessivo.
Le modifiche per alzare la prescrizione della sola corruzione, previste nel ddl Grasso, sono state accantonate: si è ritenuto sufficiente l'effetto che avrà l'insieme delle misure in esame sulla prescrizione, che si allunga con l'inasprimento delle pene per la corruzione e con le generali sospensioni di due anni dopo la condanna in primo grado e di uno dopo l'appello. Meccanismo che porta a 15 anni e mezzo il tempo in cui si prescrive la corruzione. Infine, impegno a calendarizzare al più presto alla Camera l'esame del ddl sul processo penale, che contiene la delega sulle intercettazioni.

Forza Italia non chiude la porta. Il senatore azzurro Nitto Palma dice: "Finalmente la commissione potrà varare il testo" su cui però ci sono "critiche fondate".

Tempi e modi di approvazione
Secondo la presidente della commissione Giustizia alla Camera, Donatella Ferrante, si profila un orizzonte temporale - marzo - per varare la legge. Il ddl è in discussione al Senato: punto di partenza, il testo presentato due anni fa da Grasso; la Camera ha invece all'esame misure su prescrizione e processo penale. Il tentativo è farli procedere parallelamente. (ANSA)

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