Politica

"Conservatori e Riformisti": ecco il nuovo partito di Fitto

Dopo l'addio a Forza Italia, l'eurodeputato presenta il suo partito. Ma i numeri per nuovi gruppi parlamentari ancora sono incerti

raffaele-fitto

Raffaele Fitto durante la conferenza stampa per annunciare la nascita dell'associazione "Conservatori e Riformisti", Roma, 19 maggio 2015. – Credits: ANSA / LUIGI MISTRULLI

Per battezzare la sua creatura politica nata dopo l'addio a Forza Italia, Raffaele Fitto sceglie un ossimoro, una contraddizione in termini, e la chiama “Conservatori e Riformisti”. È questo il nome del suo nuovo partito (ops.. “associazione”) presentato oggi in conferenza stampa dal leader dei Ricostruttori che per mesi, a proposito di efficacia politica e comunicativa, ha accusato Silvio Berlusconi di scelte incomprensibili. “Gli elettori non ci capiscono più”, diceva.


LEGGI ANCHE: Berlusconi-Fitto è rottura


Il modello Cameron

Quindi conservatore ma anche riformista. Fitto ha deciso di chiamarsi come il gruppo europeo al quale ha chiesto di aderire dopo aver lasciato il Ppe. Per l'ex governatore pugliese, che sogna di diventare il nuovo Cameron italiano, è stato proprio il recente successo elettorale del premier inglese a dargli la spinta decisiva per staccarsi definitivamente da Forza Italia.

"Fi: un capitolo chiuso"

Forza Italia è un capitolo che l'eurodeputato considera chiuso e su cui non intende polemizzare oltre dopo gli ultimi botta e risposta con Silvio Berlusconi che, alla notizia del suo addio, aveva commentato: “ci siamo levati un peso”. Fitto ha parlato in conferenza stampa di decisione “non rancorosa”. Eppure, da quando nel 2013, dopo la rottura con Alfano, il “notabile democristiano” - come lo ha definito l'ex Cavaliere – ha capito che non sarebbe stato lui il nuovo delfino del capo, intorno al quale nel frattempo stavano emergendo nuove figure come Maria Rosaria Rossi, Giovanni Toti e la stessa Francesca Pascale, nessuno lo ha visto più sorridere.

Il test delle regionali in Puglia

Ma se i sorrisi non sono necessari ad assicurarsi un futuro da leader politico, il carisma e la lungimiranza sì. Finora chi ha ripudiato Berlusconi ha dimostrato di non possederne altrettanti. Fini è completamente uscito di scena, Alfano si è ridotto a raccogliere le briciole gettate dal tavolo di Renzi. Fitto rischia di fare la stessa fine. Potrà scoprirlo già tra una decina di giorni. Se dopo aver rinfacciato a Berlusconi di aver perso 9 milioni di voti, il suo candidato in Puglia Francesco Schittulli non prenderà più voti di Adriana Poli Bortone, per l'ex ministro di Maglie sarebbe una debacle clamorosa. Berlusconi lo ha detto: “senza di me non va da nessuna parte, le 280mila preferenze prese alle europee sono roba mia”. E in effetti qualche dubbio sulla forza di Fitto nella sua regione è lecito visto che da 10 anni a governarla è la sinistra radicale di Nichi Vendola.

Le primarie del centrodestra

Tuttavia, se nel 2018 si tornerà al voto, lui è disponibile a misurarsi con chiunque per la leadership del centrodestra. Quella per le primarie, gli va riconosciuto, è una sua battaglia da tempi non sospetti, oggi solamente rilanciata. È convinto che lo spazio tra Renzi e Salvini, lasciato libero da un centrodestra sempre più dilaniato, schizofrenico e snaturato da accordi sbagliati e autolesionisti, sia ampio e debba essere occupato da chi, senza stare “nè con la Merkel, né con la Le Pen” intende “condividere un'alternativa a Renzi e al suo governo”.

I nuovi gruppi parlamentari

Nel frattempo però c'è da pensare al presente. Anche se da giorni si parla di almeno 10 senatori e altrettanti deputati, Fitto dice di non sapere quanti saranno i parlamentari che lo seguiranno (oggi è uscito il lombardo Marco Pagnoncelli) e che la sua “è una partita che non si gioca con un parlamentare in più o in meno, ma si muove in una prospettiva politica”. La verità è che per formare nuovi gruppi servono proprio quelli: almeno 20 deputati e 10 senatori. Fitto sa di non poterci contare, almeno alla Camera, quindi per ora è costretto a rimandare.

Denis Verdini

Non a caso su Denis Verdini ha preferito glissare. Se come altri anche lui deciderà di aderire, ben venga, “non sta a noi dare patenti” ha detto Fitto. Ma gli ultimi incontri tra i due non sono andati benissimo. Verdini è il primo firmatario in casa azzurra del Patto del Nazareno contro il quale Fitto si è sempre battuto. È quindi più probabile che non se ne faccia niente. 

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Berlusconi-Fitto: è rottura

"C'è qualcuno che pensa di essere andato oltre, per me è andato fuori" ha detto il leader di Forza italia a Lecce in un botta e risposta a distanza

Commenti