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Concorso leggero per la scuola: come funziona

Ecco il nuovo percorso triennale di formazione per precari e aspiranti insegnanti che "corregge" la Buona Scuola

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Il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli – Credits: ANSA/CESARE ABBATE

Le commissioni Scuola di Camera e Senato hanno dato il via libera alle proposte del ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli per procedere al reclutamento di nuovi giovani insegnanti e di una parte di precari della scuola secondaria rimasti ancora senza una cattedra a tempo indeterminato. Un'iniziativa, sostenuta anche dal M5S (che però al Senato ha votato contro) e accolta con favore dai sindacati, mirata da una parte a risarcire tanti docenti abilitati con una lunga esperienza nelle classi ma esclusi finora dall'immissione in ruolo, dall'altra a ovviare alla cosiddetta "supplentite" assicurando quella continuità didattica che, almeno per quest'anno, la Buona Scuola del governo Renzi non è stata in grado di garantire.

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I neo laureati in possesso di determinati requisiti sosterranno una prova iniziale (un concorso) il cui superamento darà accesso ad un corso di formazione triennale, di cui due di tirocinio nelle scuole per poter accedere al ruolo. I docenti precari già abilitati e quelli non abilitati con almeno tre anni di servizio, saranno invece ammessi a una “procedura veloce”: sosterranno una sorta di “concorso light” e verranno immessi rispettivamente al terzo e al secondo anno. A ispirare tale iniziativa "correttiva" è stata infatti la necessità di offrire una più concreta e rapida opportunità d'inserimento ai docenti esclusi dal piano assunzionale previsto dalla Buona Scuola. 

I POSTI A DISPOSIZIONE
Se con questo provvedimento il governo punta a stabilizzare nei prossimi 5 anni circa 80mila precari “lasciati a casa” dalla Buona Scuola, secondo i dati pubblicati da OrizzonteScuola.it, i posti potenzialmente disponibili saranno in realtà circa 20.893. “La stima di tali posti è al netto delle nomine dei vincitori delle graduatorie di merito relativo al concorso 2016, degli aspiranti ancora presenti nelle GAE e nelle graduatorie di II e III fascia che potranno accedere nella fase transitoria”.

QUANDO
Il primo concorso con la nuova formula dovrebbe essere avviato nel 2018. In seguito ce ne sarà uno ogni due anni e non ogni tre. I vincitori saranno immessi in un percorso triennale di formazione (Fit) retribuito. Durante il primo hanno si specializzano e ottengono un diploma. Dal secondo anno entrano in classe e nel terzo, dopo aver superato una serie di valutazioni intermedie e finali, occupano le cattedre rimaste vacanti dopo il progressivo inserimento di chi ha su di esse un diritto di precedenza (VEDI SOTTO Il PARAGRAFO: E TUTTI GLI ALTRI?)

NEO LAUREATI
I neolaureati che abbiano conseguito almeno 24 crediti formativi in discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche (la Buona scuola prevedeva l'accesso al bando solo agli abilitati) cominceranno il loro percorso formativo nell’anno scolastico 2019/2020 dopo aver superato un concorso vero e proprio che prevede tre prove d'esame: due scritta, una orale. Un'ulteriore prova scritta è prevista per chi vuole candidarsi anche alle cattedre di sostegno.

DOCENTI GIA' ABILITATI
I docenti abilitati che oggi sono nelle graduatorie di seconda fascia saranno inseriti entro l'anno scolastico 2017-18 in una speciale graduatoria regionale di merito sulla base dei titoli posseduti e degli anni di servizio e dovranno sottostare a una prova orale di “natura didattico-metodologica”. Questi docenti saranno ammessi direttamente al terzo anno del nuovo percorso di ingresso nella scuola: una sorta di anno di prova rafforzato durante il quale saranno valutati sul campo e a cui poi potrà seguire la definitiva immissione in ruolo. 

DOCENTI NON ABILITATI
I docenti non abilitati “che abbiano svolto almeno tre anni di servizio” saranno ammessi a partecipare a “speciali sessioni concorsuali loro riservate” (una prova scritta e una orale) che si svolgeranno in contemporanea al nuovo concorso del 2018. I vincitori passeranno direttamente al secondo anno, con esonero dalla parte formativa e dei crediti avendo già insegnato per almeno 3 anni.

E TUTTI GLI ALTRI?
I docenti delle graduatorie ad esaurimento e i vincitori del concorso 2016 avranno ancora la precedenza assoluta per quanto riguarda le nuove assunzioni. A loro infatti continuerà ad essere riservato il 50% dei posti liberi. Per quanto riguarda i vincitori del concorso del 2016, alla loro assunzione si procederà anche in deroga al limite del 10% dei posti messi a bando previsto per chi è solo idoneo e non vincitore in base alle richieste avanzate dalle scuole.

Esaurite queste graduatorie, il 100% dei posti per gli abilitati spetterà, per gli anni 2018-2019 e 2019-2020 ai docenti inseriti nelle graduatorie d'istituto confluiti in quelle regionali di merito costituite ad hoc con la Buona Scuola. A partire dal 2020-2021 la quota restante di posti vacanti e disponibli sarà riservata in parte, con percentuali sempre decrescenti, ai candidati della terza fascia non abilitati con almeno 36 mesi di servizio e per il resto ai candidati che partecipano alle procedure concorsuali e al percorso FIT (il percorso triennale di formazione).

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