Politica

Se lo Stato ha regalato le concessioni delle Autostrade

Quanto sta accadendo è colpa dei concessionari che non fanno manutenzione e sicurezza e della politica che ha regalato loro una gallina dalle uova d'oro, senza controllare

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Maurizio Belpietro

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La colpa dei danni, dei crolli lungo le autostrade italiane è per prima cosa di chi ha costruito male, di chi ha messo poco cemento, di chi non ha fatto i controlli. E’ vero. Il discorso non può limitarsi all’oggi o a questo o quel Governo. Se quesi ponti hanno in evidenza il tondino di acciaio ormai arrugginito, oppure i pezzi di cemento scadente cadono a terra, se non sono state fatte le manutenzioni questo è un discorso di anni, se non decenni. Tuttavia una cosa dobbiamo dirla: il Ponte Morandi è crollato il 14 agosto del 2018 e prima di quello ci furono altri crolli, in Lombardia, Abruzzo, con meno morti ma era il chiaro segnale che ci fosse qualcosa che non funzionava nel sistema delle infrastrutture stradali italiane. Se tu domani mattina ti accorgi che forse nel passato qualcuno non ha fatto manutenzioni e controlli forse ti dai da fare e ti metti a controllare, è un discorso di buon senso, non è politica.

In questi giorni le tv stanno trasmettendo le immagini dei piloni delle autostrade attorno a Genova: la A6, la A26, la A10; immagini di strutture rovinate in maniera seria. Ma la questione è che sono immagini già viste, un anno fa. I giornali, dopo lo schianto del Morandi, avevano pubblicato le stesse foto e foto analoghe di altri ponti. Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ci sarà, c’era qualcuno che aveva il compito di controllare, si o no? E, soprattutto, queste autostrade che sono state date alle concessionarie, sono concessioni o sono regali dello Stato?

Io sono convinto della seconda opzione: io sono sicuro che qualcuno ha regalato la sicurezza degli italiani senza controllare.

Vorrei ricordare una cosa semplice: il concessionario è colui che riceve dallo Stato una concessione. E’ mai possibile che questa concessione si trasformi in miliardi, molti miliardi, tanto da farne delle società per azioni tra le più redditizie con gli italiani che pagano fior fior di soldi ai caselli e noi ci ritroviamo con le infrastrutture conciate in questo modo?

la politica ha responsabilità evidenti, negli anni passati e soprattutto nell’ultimo anno. Ma quella principale è del concessionario che doveva fare investimenti proprio sulle infrastrutture e sulla sicurezza. C’era stato promesso che la concessione a chi gestiva il Ponte Morandi sarebbe stata revocata il giorno dopo, che il percorso era cominciato. Non è successo nulla. Ci abbiamo messo un anno per vedere andare via l’amministratore Delegato di Società Autostrade, un anno ci abbiamo messo per vederlo rimosso. Non ha avuto nemmeno il coraggio di dimettersi il giorno stesso, con tutti quei morti.

C’è poi un problema di norme e burocrazia. In situazioni di emergenza come quella che stiamo vivendo, con le colline che franano, i viadotti che crollano, servono azioni rapide. Serve uno che decida e che le cose si possano fare subito; senza attendere le decisioni di un Tar o il ricorso di qualche comitato. Se le cose servono ora si fanno ora, non dopo, quando si contano i morti, che non servono più.

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