Civati ribatte a Grillo: Io un cane? Tu un gattopardo

Il deputato Pd minaccia i 5 Stelle: Se continuano con le illazioni li querelo

Pippo Civati in Piazza Montecitorio con i grillini per sostenere Rodotà presidente della Repubblica (Credits: Ansa/Luigi Mistrulli)

Claudia Daconto

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Se per Beppe Grillo lui è un "cane da riporto" per Pippo Civati Grillo è "un gattopardo che, a furia di insultare quelli che vogliono confrontarsi, non sta facendo altro che lasciare le cose come stanno". Implicitamente indicato dai duri e puri del Movimento 5 Stelle come uno di quelli che, all'interno del Pd, starebbero facendo scouting tra i parlamentari grillini, Civati ribatte: "Attenzione ai termini che si usano. Per ora non querelo nessuno, ma se si continua a parlare di compravendita prima o poi ci penserà la magistratura a intervenire".

Civati, come la guardano i duri e puri dei 5 Stelle in questi giorni?
Visto che mi chiamano “cane da riporto” diciamo un po' in cagnesco. Anche se, in realtà, io con loro non ho relazioni così tese come vengono rappresentante. Forse è proprio per questo che Grillo è tanto nervoso. La verità è che in questi mesi io ho parlato anche con gli ortodossi e non solo con chi ha manifestato dissenso verso certi metodi che Grillo ha adottato. Pertanto sono molto sereno.

Quindi non è vero che lei fa scouting tra i dissidenti?
Ma figuriamoci! Questa dello “scouting” è un'espressione di Bersani che trovai infelice già allora e che non ho mai messo in pratica. Ho semplicemente dialogato con dei colleghi che sono stati votati da una porzione di elettorato quasi analogo al nostro, che porta avanti delle istanze di cambiamento, spesso sgrammaticato o fuori bersaglio, ma comunque di grande potenza. Per cui non si capisce perché non dovremmo parlarci. Allora la prossima volta stiamo tutti a casa così nessuno parla con nessuno.

Perché allora non reagisce a queste illazioni su una presunta compravendita di parlamentari?
Avevano promesso di fare i nomi di chi fosse l'offerente e io sto ancora aspettando. Nel caso non dovessero dirlo sarò io a domandare. Ma immagino che, a questo punto, qualche magistrato potrebbe anche interessarsene visto che non si può parlare di compravendita così a caso in un luogo dove già ci sono stati dei precedenti. Io per ora non querelo nessuno ma ritengo che qualcuno dovrebbe adottare termini più misurati.

Ma il fine vero di questo dialogo con l'ala dissidente, e non solo, del Movimento di Grillo qual è?
Siamo in un Parlamento che all'inizio doveva sostenere una maggioranza di un certo tipo e alla fine ne sta sostenendo un'altra; un Parlamento in cui ci sono da affrontare molte emergenze di carattere sociale e non solo, pertanto a me piacerebbe avere con loro una conversazione più serena per cercare almeno di dare sostanza a una richiesta di cambiamento che io continuo a sostenere. Non c'è nessun calcolo particolare. Il paradosso è che attaccano me che li ho sempre presi in grande considerazione e non altri che invece li hanno sempre snobbati.

Oggi la Rete si è espressa sull'espulsione di Adele Gambaro. Dopo di lei toccherà a Paola Pinna. Roberta Lombardi oggi ha detto che chi non è d'accordo è fuori. Come finirà? Si auto-estingueranno da soli?
Diciamo che si sta sfiorando lo smarrimento totale della ragionevolezza perché se cacci una persona perché ha fatto delle riflessioni politiche siamo all'assurdità totale. Se poi dovessimo arrivare a una sequenza di tipo seriale della vicenda è ancora più inquietante. Non si sa, insomma, quando Grillo si fermerà.

Ma se lei è un “cane da riporto”, Grillo che animale è?
Rischia di esser eun gattopardo perché alla fine, a furia di insultare tutti quelli che vogliono confrontarsi, non sta facendo altro che lasciare le cose come stanno.

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