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Cirinnà, il cartello è sbagliato. La spiegazione anche peggio

"Ho solo difeso l'antifascismo" ha detto la senatrice Pd per spiegare la foto con il cartello "Dio, patria, Famiglia: che vita di m..."

Cirinnà-cartello-dio-patria-famiglia

La sentarice Pd Monica Cirinnà ha evidentemente perso una buona occasione. L'occasione per ammettere di aver sbagliato. Perché farsi fotografare e poi postare l'immagine sulla sua pagina fb del famoso cartello con scritto "Dio-Patria-Famiglia, che vita di mer.." è semplicemente un errore. Niente di grave, ma pur sempre un errore. Dettato dalla foga, dal clima politico ormai fuori controllo, da quello che volete, ma è un errore.

Invece no. Il giorno dopo la foto e le immancabili polemiche la Cirinnà ha ribadito sempre sui social i motivi della sua scelta e la bontà del suo gesto:

“La mia critica non va nè alla Chiesa, nè alla patria, nè alla famiglia. Con quella foto ho denunciato il riciclo di uno slogan fascista, criticando chi di quei tre concetti si fa scudo per creare un clima di discriminazione, oscurantismo e regressione culturale”. Insomma, tutto bene. Ho ragione io.

La toppa però è enorme e, come vuole il proverbio, peggiore del buco. Perché ci può anche stare la "goliardata" di un cartello in una manifestazione che ti fa un po' andare oltre le righe. Ma poi, a mente fredda, il giorno seguente, dopo aver rivisto e ripensato a quella foto, ci saremmo aspettati non un passo indietro ma forse uno in avanti, davvero "rivoluzionario": una sola frase, "ho sbagliato". 

Perché, checché ne dica la senatrice del Pd, l'offesa resta. Verso i cattolici, credenti e praticanti, verso chi ama il proprio paese, verso chi ha costruito una famiglia tra mille difficoltà quotidiane. Ma a quanto pare la senatrice ha un'idea diversa. Il suo odio verso il Creatore forse risale alle scuole, lei che ha studiato in un istituto gestito dalle suore. Per non parlare della famiglia, lei che ha dato il nome alla legge sulle unioni civili. O della patria, che lei vorrebbe aperta ed accogliente per ogni barcone e migrante in arrivo da ogni parte del globo.

Abbiamo visto negli ultimi giorni immagini di ogni tipo. Abbiamo visto una donna sorridere mentre sollevava un cartello in cui annunciava al mondo che è "meglio essere putt... che salviniana" (salvo poi gridare alla gogna mediatica una volta che quella immagine e quelle parole sono diventate più popolari di quanto pensasse). Abbiamo visto una ragazza l'8 marzo agitare invece della mimosa, un altra scritta: "Il corpo è mio e non di quel P.... di Dio". Ci può stare. Gesti di vera e propria tifoseria politica passabili e comprensibili per una ultras di questo o quel partito. Ma una senatrice ha il dovere di essere al di sopra a tutto questo.

La Cirinnà ha scelto di abbassare il livello, del cartello e delle sue spiegazioni. Alle quali potrebbe aggiungere quali siano i valori su cui basa la sua vita, di sicuro meravigliosa.

Ps. Avremmo apprezzato molto un "appunto", una "reprimenda" alla senatrice dal neo segretario Pd, Zingaretti. Che invece tace. E chi tace, di solito, acconsente.

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