Politica

E il centrosinistra cerca di fare a meno di Renzi

Mentre lui annuncia che sarà fuori dall'Italia per un ciclo di conferenze, la vecchia guardia torna in campo per riorganizzarsi

Matteo Renzi

Sara Dellabella

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Giuseppe Conte governa, Matteo Salvini comanda, ma il centrosinistra esattamente cosa fa?

Oramai il racconto politico è incentrato sull'alleanza giallo verde, in assenza di cenni di vita da parte dell'emisfero sinistro della nostra politica.

Leu, Pd, Potere al Popolo sonnecchiano, si sentono poco rispetto al baccano di opposizione al quale ci aveva abituato il Movimento 5 stelle.

Eppure a guardare con attenzione qualcosa si muove, soprattutto in casa PD.

Tornano in campo i "vecchi"

C'è una vecchia guardia di politici che sta tornando a riprendersi la scena, a lanciare messaggi di speranza all'elettorato e anche di rassicurazione sul fatto che l'era Renzi è quasi archiviata.

Sono Prodi, Veltroni e persino Gentiloni che oggi è sempre più visto come l'uomo chiave per tornare al governo. “Peccato averci puntato troppo tardi, quando il danno oramai era irreparabile” commentano alcuni deputati ancora sotto schiaffo per il deludente risultato elettorale dello scorso 4 marzo.

Nazareno addio

Intanto, i guai in casa Pd mostrano sempre più crepe strutturali. Secondo un'indiscrezione de Il Corriere della Sera, a settembre il partito sarà costretto a lasciare la sede del Nazareno, troppo costosa per un partito con i conti in rosso e troppo grande dopo che i 184 dipendenti sono finiti in cassa integrazione (alcuni dei quali anche a zero ore). Talmente in rosso, che il tesoriere Francesco Bonifazi minaccia azioni legali verso quei parlamentari morosi con i versamenti al partito.

Insomma si preannuncia un autunno impegnativo per il Pd sia dal punto logistico che congressuale. L'abbandono del Nazareno dal punto di vista simbolico potrebbe rappresentare anche l'inizio di una fase nuova e probabilmente di una nuova scissione, che veda Renzi tirare la volata verso un partito personale alla Macron, lasciando alle varie anime di centrosinistra la possibilità di federarsi intorno ad un contenitore nuovo in grado di tenere uniti tutti e senza vecchi rancori.

Renzi abbandona l'opposizione

Il distacco di Renzi da questa stagione di opposizione è ancora più marcato dall'annuncio dell'ex segretario di un tour che lo terrà lontano dai palazzi nei prossimi mesi. Il generale al momento della battaglia parlamentare abbandona le truppe e si dedica ad un ciclo di conferenze internazionali. Un distacco che segna ancora una volta la distanza di Renzi dal Paese e dalla sinistra che oggi vorrebbe un Pd combattivo in aula.

Intanto Gentiloni, dismessi gli abiti del premier e approfittando dell'assenza di Renzi, sarà il protagonista della prossima estate di Feste de L'Unità che segneranno in maniera indelebile la sua investitura a leader del Pd in grado di riportare a casa anche gli ex colleghi di Lee.

La stagione della rottamazione è fallita e a sinistra c'è voglia di tornare ai contenuti, abbandonando una volta per tutte la politica degli hashtag.

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