Centrodestra a Roma: l'attesa per la decisione di Berlusconi

Restare su Bertolaso? Convergere sulla Meloni? O spostarsi verso Marchini? La candidatura a sindaco della Capitale nelle mani del leader di FI

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Il candidato sindaco di Roma Guido Bertolaso con Silvio Berlusconi al gazebo allestito a largo Goldoni da Forza Italia a sostegno di Bertolaso sindaco, Roma, 12 marzo 2016. – Credits: ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Redazione

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Si scioglierà forse oggi il nodo candidato sindaco di centrodestra a Roma? Forse.

La situazione è ormai molto tesa. Silvio Berlusconi e lo stato maggiore di Forza Italia ieri si sono riuniti per due ore a palazzo Grazioli e avrebbero dovuto decidere se continuare a sostenere Guido Bertolaso oppure convergere su Giorgia Meloni. E invece il vertice si è concluso con un nulla di fatto, o meglio, con il mandato al Cavaliere di incontrare gli alleati (Salvini e Meloni in primis) per tentare di trovare una soluzione unitaria.

Di fatto Guido Bertolaso resta ancora ufficialmente in campo così come Giorgia Meloni che ieri ha tagliato ufficialmente il nastro per la partenza ufficiale della sua campagna elettorale. La riunione a via del Plebiscito si è aperta con l'ex premier che ha lasciato la parola ai big del suo partito. Quello che è emerso - raccontano i presenti - sono state due linee: da un lato chi come Paolo Romani e Giovanni Toti era a favore del sostegno alla Meloni per evitate fratture del centrodestra, dall'altro il fronte di chi come Antonio Tajani ha invece controbattuto sottolineando che convergere sulla leader di Fdi sarebbe una resa a Salvini. E Berlusconi questo lo sa bene.

Non sarebbero mancati attimi di tensione anche nella stesura del documento finale che poi non è stato più diramato. A quel punto si è deciso che la decisione finale dovesse tornare nelle mani del Cavaliere a cui è stato dato mandato di sentire tutti compreso Storace e Marchini per tentare di trovare un exit strategy.

L'ex premier avrebbe bollato la vicenda come "una bella gatta da pelare" sottolineando la necessità che il centrodestra sia unito ma di fatto riconoscendo che il passo indietro su Roma sia un segnale di indebolimento.

Nel frattempo Bertolaso, che per tutto il tempo del comitato di presidenza azzurro è stato a palazzo Grazioli (senza pero' partecipare  alla riunione) continua ad essere in campo.

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