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Cda Rai, la spartizione dei partiti

Dei sette consiglieri tre sono riconducibili al centrosinistra, tre al centrodestra e Freccero al M5S. Bipartisan Maggioni e Dall'Orto

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La sede della Rai in Viale Mazzini – Credits: CLAUDIO ONORATI / ANSA

Una dirigenza Rai da manuale Cencelli. Così nel nuovo consiglio di amministrazioni compaiono sette rappresentanti dei partiti, compreso il Movimento 5 stelle, che non si è sottratto alla spartizione indicando Carlo Freccero, forse il consigliere più eclettico e certamente l'unico con un'esperienza nella tv di Stato. Gli altri, nomi sconosciuti al grande pubblico, ruotano tutti nella galassia dei partiti, segreterie ed uffici stampa senza una reale esperienza da portare nell'industria culturale del Paese. Ma la Rai è una mamma che non manda indietro nessuno, si sa, tanto che degli altri sei membri tre sono riconducibili al centrosinistra e tre al centrodestra.

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Area di centrosinistra

Guelfo Guelfi arriva direttamente da Firenze. È l'ex spin doctor di Matteo Renzi e direttore della società di comunicazione partecipata dalla Provincia di Firenze “Florence Multimedia” creata da Renzi con 400 mila euro di capitale sociale. Da RedTv, la tv della fondazione di D'Alema, chiusa qualche anno fa, arriva Rita Borioni. In quota Pd è da considerarsi anche la nomina di Franco Siddi, non è piaciuta soprattutto ai giornalisti. L'ex Segretario della Fnsi è accusato di aver firmato l'accordo sull'equo compenso della categoria, giudicato da gran parte della categoria svilente del ruolo del giornalista.

Area di centrodestra

Per Forza Italia entra in Rai Giancarlo Mazzuca, ex deputato e Direttore de Il Giorno, esperienza politica e soprattutto nella carta stampata. Berlusconiano anche Arturo Diaconale direttore de L'Opinione e direttore del Parco Nazionale del Gran Sasso. Infine c'è Paolo Messa fondatore di Formiche e del centro studi americani, famoso per gli aperitivi offerti sulla terrazza di Palazzo Grazioli e quelli organizzati abitualmente tra i giornalisti nella Galleria Alberto Sordi. Paolo Messa arriva direttamente dall'Udc e ha un passato nella segreteria di Raffaele Fitto. Èun nome che mette d'accordo tutta la galassia dei partiti del centro destra: Ncd, Udc e un pezzo di Scelta Civica.

Tutti contenti, sembre, in una riedizione del Patto del Nazareno che si è spostato a viale Mazzini lasciando passare inosservate anche le proteste del sindacato interno, Usigrai, che denuncia la solita spartizione agostana delle poltrone. Comprese quelle più alte. La nomina di Monica Maggioni ne sarebbe la conferma.

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Giornalista molto apprezzata da Berlusconi già ai tempi del Tg1, professionista che ha appreso della sua nomina al vertice dell'azienda a Teheran, è una figura apprezzata anche a sinistra. Negli anni è stata capace di costruire consensi trasversali ai partiti, che in un tempo scandito da governi di larghe intese come questo, si è rivelato fondamentale. Più chiara la storia di Campo dall'Orto che prima di approdare alla Leopolda di Matteo Renzi era passato per gli studi di Mediaset. Dall'Orto è considerato un enfant prodige, ma per la generazione che oggi ha tra i 30 ed i 40 anni è soprattutto l'uomo di Mtv, la prima tv musicale che ha lanciato i Vj che oggi lavorano anche in Rai.

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