Cattedra on line per il ministro Carrozza

Titolare dell’Istruzione, è diventata ordinario grazie all’Università telematica Marconi

Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Credits: Ansa)

Annalisa Chirico

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Titolare dell’Istruzione, è diventata ordinario grazie all’Università telematica Marconi. Per poi entrare al Sant'Anna di Pisa. E diventarne rettore l'anno dopo. 

Maria Chiara Carrozza non le manda a dire: più soldi alla scuola pubblica o lascio. Irritata di recente da una performance di body painting nella vetrina di un negozio pisano, il ministro dell’Istruzione ha causticamente twittato: «Mi auguro che la mia città sappia offrire un messaggio migliore in futuro». Perché dare il buon esempio è importante. Nel luglio 2006 Carrozza, già professore associato al Sant’Anna, partecipa al bando per diventare ordinario presso l’Università Marconi di Roma, campione di elearning. Perché mai al prestigioso ateneo toscano il ministro preferisce quello privato e telematico, specializzato in «videolezioni»? Quell’anno la Marconi dispensa due idoneità nel settore di Carrozza, ma entrambi i candidati sono ricusati con la formula di rito: «Dall’esame delle risultanze concorsuali, risulta che i profili dei candidati dichiarati idonei non soddisfano le esigenze di carattere scientifico-didattico che avevano motivato la richiesta». Insomma, siete ufficialmente idonei, ma non adatti a noi.

I due candidati non si abbattono. L’uno si accasa nel 2007 al Politecnico di Milano; Carrozza, a tre mesi dal concorso, viene selezionata dall’ateneo pisano, di cui diventa rettore l’anno successivo. A Panorama il ministro precisa: «Sono stata chiamata al Sant’Anna con una procedura interna basata su tre lettere di valutazione di studiosi stranieri. I verbali sono pubblici».

Un alto dirigente della Marconi, alla domanda: eravate già al corrente del ritorno a Pisa di Carrozza?, risponde: «Non ha mai lasciato il Sant’Anna, c’è stata continuità». In effetti, il ministro rientra in un’ampia casistica. La procedura, che assegna spesso ad atenei privati e telematici il ruolo di concorsificio per conto terzi, funziona più o meno così: si tenta il concorso nell’ateneo disponibile per poi passare (o tornare) a quello di riferimento mediante provvidenziale chiamata. La Marconi, in meno di 10 anni, ha dispensato oltre 100 idoneità, a fronte di 21 assunzioni fra ordinari, associati e ricercatori. L’ateneo si dimostra attivo nel conferimento dell’idoneità e il candidato ottiene l’agognata cattedra aggirando gli ostacoli dell’ateneo di provenienza. Quali fossero nel caso di Carrozza si può solo ipotizzare: mancato accordo tra docenti, candidati più qualificati e competitivi. Ma l’importante è dare il buon esempio. 

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