Caso Vendola: per la sinistra è normale un pranzo tra giudice ed imputato

Mastella, Bocchino, Craxi, Macaluso: i commenti dei leader politici, il silenzio dei magistrati.  La foto del pranzo con il giudice De Felice - Travaglio: "Una figuraccia"

Di Paola Sacchi e Laura Maragnani

Emanuele Macaluso (storico leader riformista del Pci). «Perché Nichi Vendola si dovrebbe dimettere? Pensare che una festa, dove c’era anche un magistrato, condizioni il giudizio del magistrato stesso, anzi di una magistrata che deve emettere uan sentenza motivata e pubblica rispetto al giudizio dei suoi colleghi, degli avvocati e di tutti, mi sembra una speculazione politica senza senso. In America il fatto che ci siano amicizie tra politici, procuratori e giudici non inficia il giudizio sull’indipendenza dei magistrato. Il punto è vedere  se c’è una critica sulla sostanza della sentenza».

Clemente Mastella (eroparlamentare e leader Udeur, ex ministro della Giustizia del governo Prodi). «Non credo che Vendola si debba dimettere, ma  dal punto di vista giudiziario, visto che è stato giudicato da una persona che stando alle foto già conosce, si potrebbe far giudicare da un altro giudice. E riaprire quindi il processo».

Andrea Orlando (responsabile Giustizia del Pd). «Dimettersi? Ma non scherziamo. Non credo che il Gip decida sulla base della festa alla quale partecipa. I giudici italiani hanno dimostrato ampiamente un’autonomia di giudizio. Se Vendola ha fatto bene a partecipare a una festa con quel giudice? Certo, c’è un problema d’opportunità, ma che  la presenza di quel gip a quella festa  costituisca un rapporto di causa ed effetto sul giudizio, francamente no, è una cosa che non esiste».

Giuseppe Fioroni (Pd, leader area ex Margherita). «Io credo che Vendola come presidente della Regione Puglia parteciperà  a decine e decine di incontri conviviali e manifestazioni che fanno parte delle normali relazioni sociali che nulla hanno a che vedere con l’espletamento  delle funzioni che ciascuno svolge nella propria vita. Molto probabilmente, come capita, Vendola sarà stato invitato  da terzi e non aveva nessun rapporto con gli altri commensali.  Io credo che i magistrati siano in grado di svolgere con autorevolezza e serietà il loro compito prescindendo da simpatie e antipatie d da ogni tipo di altro rapporto, altrimenti saremmo costretti a prevedere l’isolamento sotto una campana di vetro per garantire l’obiettività».

Italo Bocchino (deputato di Fli). «È una vicenda inquietante. Vendola deve spiegare  perché ha mentito e il magistrato amica di famiglia, che lo ha assolto, deve spiegare perché non ha passato la mano visto il rapporto che aveva con la sorella di Vendola e con lo stesso governatore pugliese. Dimissioni? Intanto, ripeto, Vendola deve spiegare.

Andrea Romano (Italia Futura e candidato alla Camera di Lista Civica di Mario Monti) non commenta.

Bobo Craxi (candidato del Psi di Riccardo Nencini): «Mi sembra una polemica da ultimo giorno di campagna elettorale. Minore. Non è che il magistrato in questione abbia assolto Vendola da un omicidio o da chissà quale altra accusa spaventosa. Quindi, non capisco proprio perchè Vendola dovrebbe dimettersi. E non difendo Vendola solo perchè è un mio alleato: infatti non capisco neanche perchè si sia dimesso Giannino. Un pranzo, una fotografia, un master millantato... Stiamo parlando di peccati veniali. Suvvia. Il problema vero è un altro. È che in Italia non si discute più dei veri problemi ma ci si limita al character assassionation: si montano polemiche frugando nella vita delle persone, si inventano querelle eccessive sul niente. E' l'eredità della stagione del '92. Un'eredità molto brutta»

ALBERTO TEDESCO, EX ASSESSORE PD ALLA SANITA’ DELLA GIUNTA VENDOLA: «Non vedo niente di scandaloso nel fatto che Vendola, quattro o cinque anni fa, ma anche in tempi più recenti, abbia frequentato dei magistrati. Ognuno è libero di frequentare chi vuole. E vale sia per i politici che per i magistrati.
Quello che mi pare fuori da ogni logica, semmai, è che oggi Vendola e sua sorella si ostinino a negare  tale frequentazione anche davanti all’evidenza di una fotografia. E’ un comportamento incomprensibile che getta una luce opaca su una vicenda che opaca non è, e che finisce anzi per mettere in imbarazzo anche il magistrato. La gip, da parte sua, si era infatti comportata in maniera ineccepibile, giudicando Vendola solo dopo aver chiesto al capo del suo ufficio se non fosse il caso, per lei, di astenersi. Perché, adesso, Vendola nega tutto con tanta ostinazione?»


MASSIMO DONADI, CENTRO DEMOCRATICO, ALLEATO DEL PD: «Quella foto di per sé non significa nulla, è stata scattata molti anni fa. Conosciamo Vendola, non possono esserci dubbi sulla sua onestà e sulla sua trasparenza. Siamo sicuri che chiarira'  fatti e circostanze».


RITA BERNARDINI, PARTITO RADICALE
«Siamo alle solite: foto veritiere o taroccate, filmini, intercettazioni a cui seguono denunce, querele e controquerele tipiche della guerra per bande partitocratiche in atto da decenni. Una finta guerra in cui sono tutti d’accordo; anzi, peggio: sono soci, se è vero come è vero che nessuno degli schieramenti falsamente contrapposti ha mai voluto mettere mano alla riforma della giustizia voluta dai cittadini che hanno votato a favore dei referendum radicali.
Il nostro è l’unico paese d’Europa dove i magistrati, capre o bravissimi che siano, raggiungono tutti i massimi vertici della carriera, degli stipendi e delle liquidazioni; l’unico in cui essi vengano distaccati nei ministeri (anche quello della Giustizia!) a scrivere leggi; l’unico in cui il potere legislativo e quello esecutivo non sono separati da quello giudiziario! L’unico in cui vige il falso e inattuabile principio dell’obbligatorietà dell’azione penale.
Ne vogliamo parlare, o si vuole continuare a giocare perché la realtà esistente resti immutabile e, quindi, antidemocratica?».


LUIGI DE MAGISTRIS, SINDACO DI NAPOLI
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ANTONIO INGROIA, RIVOLUZIONE CIVILE
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FURIO COLOMBO

"Bisogna capire bene cosa intendiamo per 'conoscere'. Certo che Vendola deve dare delle risposte " (scarica l'audio di Furio Colombo in fondo al pezzo ed ascolta)

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