Politica

Caso Russia: ecco come vogliono eliminare Salvini

Contro il leader della Lega si sta usando lo stesso sistema che portò alla caduta politica di Heinz-Christian Strache, leader di Freihitliche Partei Osterreichs, il Partito austriaco delle Libertà

Salvini migranti

Maurizio Belpietro

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Più ci si addentra nell'affaire russo e più si capisce una cosa e cioè che c'è chi ha sperato e forse ancora si illude di far fuori Matteo Salvini con lo stesso metodo con cui è stato fatto fuori Heinz-Christian Strache, leader di Freihitliche Partei Osterreichs, il Partito austriaco delle Libertà.

Per Strache fu costruito un trappolone con promesse di soldi russi, proprio come si sarebbe voluto fare con Salvini. Invitato in una villa a Ibiza, da misteriosi emissari di un oligarca vicino a Putin, Strache fu filmato mentre discuteva di petrolio e finanziamenti al suo partito e il video a un certo punto comparve in Germania, sui siti di alcuni giornali, tra questi l'equivalente tedesco dell'Espresso, costringendo il vicecancelliere viennese alle immediate dimissioni. Ecco, con Salvini lo schema doveva essere identico. Farlo partecipare a un incontro, per poi incastrarlo. Qualche cosa però deve essere andato storto, perché alla fine, all'Hotel Metropol, luogo di mille intrighi, invece del capitano leghista si è presentato solo Gianluca Savoini, un ex giornalista della Padania che da anni ruota intorno alla Lega attribuendosi un ruolo di consigliere. Un tipo in grigio, sempre pronto a partecipare, soprattutto quando si parla di Russia, di cui, per via di una moglie nata da quelle parti, si sente un grande esperto. Savoini era l'uomo dei grandi affari e delle ottime relazioni? Lo racconta bene Irina, l'interprete moscovita (il grande consulente infatti non spiccica una parola di russo) in un'intervista al Corriere della Sera, quando per spiegare il personaggio dice che un giorno le fece una scenata perché si era dimenticata di citarlo in una intervista. Commento di Irina: se uno è davvero potente come vuole far credere certo non se la prende se non è citato.

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