Casaleggio Associati: "Non siamo i burattinai del governo"

"Non siamo i burattinai del M5s". Per la prima volta Davide Casaleggio e i suoi soci decidono di aprire le porte della loro sede e raccontarsi. Su Panorama in edicola il 4 ottobre 2018

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Davide Casaleggio durante la kermesse "Sum#01"-Torino, 08 aprile 2017 – Credits: ANSA/ ANTONINO DI MARCO

Redazione

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"Non siamo i burattinai del M5s". Per la prima volta Davide Casaleggio e i suoi soci decidono di aprire le porte della loro sede alla stampa e raccontarsi.

Lo fanno sul numero di Panorama da domani in edicola che dedica una parte della copertina alla società e un’altra all’impegno politico di Casaleggio.

Dagli attacchi hacker recentemente subiti («Non nego gli attacchi ma faccio notare che solo quelli alla piattaforma Rousseau fanno notizia») alle donazioni che sono “costretti” a versare i parlamentari per alimentare la piattaforma («Nessuna cambiale. I parlamentari hanno accettato di donare questa quota nel momento in cui hanno accettato di candidarsi. È un impegno necessario per portare avanti il progetto in cui credono. La piattaforma è parte integrante del Movimento. Da presidente dell’associazione non percepisco alcuno stipendio»).

Per quanto riguarda il parlamento, Casaleggio auspica il taglio dei parlamentari («Va ridotto») e un futuro in cui anche l’edilizia pubblica sia messa ai voti, («Un giorno sarà possibile immaginare la verifica costante dell’operato del proprio rappresentante, il bilancio e un’edilizia partecipata»).

Sul suo ruolo e il suo futuro, Casaleggio intende continuare l’impegno politico: «Non ho mai pensato di dedicarmi solo alla mia attività di imprenditore e lasciare il Movimento. La vecchia politica ci ha sottovalutato».

Sui vantaggi che il Movimento avrebbe portato alla società, Casaleggio replica e lamenta delle perdite in termini economici: «La politica non ci ha portato vantaggi. Anzi.

Abbiamo avuto società che hanno disdetto i contratti da un giorno all’altro». L’alleanza con la Lega? «Mio padre sarebbe stato felice di vedere il Movimento al governo». I rapporti con Di Maio? «Non ci sentiamo ma ci scriviamo. È più efficiente».


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