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Chi è Carlo Cottarelli, Mr. Forbici incaricato da Mattarella

Economista serio, incarnazione dell'austerità fiscale, è la risposta del presidente della Repubblica al governo antieuro voluto da Salvini e Di Maio

Mattarella incontra Cottarelli

Simona Santoni

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Mr. Forbici è il "nome d'arte" di Carlo Cottarelli, il nuovo premier incaricato di formare un governo, convocato al Colle da Sergio Mattarella. Il soprannome gli deriva dal suo predicare un rigido controllo della spesa pubblica.

Economista serio, incarnazione dell'austerità fiscale, Carlo Cottarelli è la risposta del presidente della Repubblica a un esecutivo populista chiaramente euroscettico.

Conosciamolo meglio. 

Al posto di Conte, invece che al posto di Icardi

Economista, 64 anni, Carlo Cottarelli è un ex alto funzionario del Fondo Monetario Internazionale (Fmi). È soprannominato "Mr. Forbici" per il suo ruolo nel ridurre la spesa pubblica nel 2013-2014 sotto i governi di centrosinistra.

"A me sembra più probabile che mi chiamino nell'Inter a giocare al posto di Icardi, come centravanti". Carlo Cottarelli

Anche il New York Times gli dedica un profilo, definendolo uomo di esperienza, che parla anche in maniera fluente la lingua inglese; un uomo che ha costruito la sua preparazione lavorando al Fondo Monetario Internazionale come direttore del dipartimento che si occupa degli affari relativi ai bilancio degli stati e dopo aver lavorato in Banca d'Italia e all'Eni.

A chi due mesi fa gli chiedeva di commentare l'ipotesi di fare il presidente del consiglio, rispondeva: "A me sembra più probabile che mi chiamino nell'Inter a giocare al posto di Icardi, come centravanti". Ma, si sa, le vie della politica sono infinite e ora mister Spending rewiev, che nel novembre del 2013 ottenne dal governo Letta l'incarico di mettere mano agli sprechi pubblici italiani, è stato convocato al Colle. Si trova a sostituire Conte, Giuseppe (e non Antonio), il designato del duo penta-leghista Di-Maio e Salvini, e non il bomber Icardi. 

Quando è stato chiamato dal Quirinale domenica 27 maggio, Cottarelli era nel bel mezzo della correzione dei compiti dei suoi studenti dell'Università Bocconi di Milano, dove attualmente è "visiting professor".

Il curriculum di Carlo Cottarelli

Nato a Cremona nel 1954, laureato a Siena e alla London School of Economics, Cottarelli, pur lavorando a Washington dal 1988, quando entrò al Fondo Monetario dopo la Banca d'Italia e una breve esperienza all'Eni, ha sempre seguito con attenzione gli affari italiani.

Al Fondo Monetario, infatti, era direttore del Dipartimento affari di bilancio dal 2008 e in questi anni più volte ha redatto e illustrato il Fiscal Monitor, ovvero il rapporto dove si analizzano i bilanci pubblici delle principali economie.

Dopo venticinque anni al Fondo Monetario e sei alla Banca d'Italia, Cottarelli ricoprì l'incarico di commissario alla Spending review per il governo per un anno. Il conto dei tagli possibili arrivò a 32 miliardi. L'incarico si concluse con un corposo dossier di risparmi possibili e qualche amarezza che l'aveva portato a sottolineare più volte gli ostacoli incontrati sulla strada della revisione della spesa.

Nel novembre del 2014 Cottarelli lasciò e tornò al Fmi su nomina del governo Renzi, come direttore esecutivo nel board. L'amore per il rigore dei conti però non si è interrotto e dal 30 ottobre 2017 è Direttore dell'Osservatorio sui conti pubblici italiani dell'Università Cattolica di Milano.

Le sue critiche sul debito pubblico

Sotto la lente di Cottarelli ci sono state più volte la necessità di ridurre il debito pubblico italiano e quella di un risanamento che passi per la finanza pubblica.

"Dobbiamo ridurre il debito pubblico, altrimenti rimarremo schiavi dei mercati", aveva sottolineato anche ultimamente.

Il piano di Spending rewiev di Cottarelli era stato evocato di recente da Andrea Roventini, inizialmente scelto da Di Maio come ministro dell'Economia per il governo M5S.

Cottarelli era stato critico nei confronti del contratto tra Movimento 5 Stelle e Lega. L'aveva definito un programma che "comporta un aumento del deficit pubblico particolarmente elevato", sottolinendo: "le coperture non sono individuate in maniera chiara".


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