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Politica

Cangini (FI): «Io responsabile? Per Conte mai, per Draghi forse...»

Andrea Cangini è uno dei senatori di Forza Italia al centro delle voci che lo vorrebbero tra i salvatori del Governo giallorosso. Lui smentisce seccamente ma apre ad un nuovo Governo

«Mai lontanamente pensato sostegno diretto o indiretto, a questa maggioranza. Certo, alcuni stanno pensando di farlo per calcoli personali, e non posso colpevolizzarli. Ma io non sono e sarò uno dei questi». Andrea Cangini risponde così per spegnere le voci attorno al suo nome che lo indicano come uno dei possibili "responsabili" pronti a sostenere il Governo Conte per sopperire al no dei senatori di Italia Viva.

«Se l'obiettivo è sostituire i renziani, allora mai e poi mai - ribadisce - si tratterebbe di una mossa per mero interesse personale, di certo nulla di politico. Io non sarò mai uno Scilipoti di turno». Quindi in queste ore dove il calciomercato dei senatori si muove a 360° in tutto Palazzo Madama Cangini si chiama fuori, ma fino ad un certo punto.

«Se si creassero altre condizioni - spiega Cangini - di un esecutivo come quello paventato dal leghista Giorgetti, cioè di un governo Draghi con tutti dentro per risolvere alcuni dei problemi strutturali del paese, che sono gli stessi da decenni, e poi prima della fine della legislatura andare al voto, ecco. Questo sarebbe un discorso politico ben diverso ed avrebbe il mio pieno appoggio».

La sensazione è che comunque lei in questo centrodestra non si trovi molto a suo agio…

«Salvini sta portando avanti una politica che non condivido. Soprattutto su una cosa sostanziale: io vedo il voto come mezzo per realizzare qualcosa, Salvini invece sembra che cerchi il voto come fine. Certo, raccoglie un grosso consenso ma alla resa dei conti con quei voti non può fare nulla politicamente, in Italia ma anche in Europa. Un limite che si è visto chiaro nelle elezioni in Emilia-Romagna».

Salvini, quindi, male. E Berlusconi?

«Sia chiaro, io mi considero di destra. Ma di una destra con uno stile politico, che rispetti le istituzioni, che sappia dialogare e dare risposte al ceto medio che sta scomparendo, che sappia recuperare i liberali che non si sentono più rappresentati dal centrodestra a trazione Lega dove Forza Italia risulta schiacciata. Berlusconi sa benissimo che anche il suo appeal elettorale sta scemando con il passare del tempo. Purtroppo in lontananza un nuovo leader più "pacato" nei toni non si vede. Ed il rischio è che il centrodestra a conduzione Salvini non riuscirà mai ad andare al Governo».

Lei è molto critico quindi verso la sua coalizione. E questo qualche sospetto lo crea in merito alla domanda di partenza…

«Guardi che il Governo sta molto peggio. Anzi. Il Conte Bis non è mai cominciato. Si tratta di un esecutivo fermo, in stallo, da agosto. Doveva essere il Governo della serietà ed hanno fatto una delle peggiori manovre economiche della storia, in deficit, come tutti gli altri. NO, non avranno mai il mio appoggio».

Da come e dalle ragioni con cui critica Salvini verrebbe da pensare che lei comunque apprezzi la "pacatezza" di Giuseppe Conte, l'avvocato del popolo.

«Conte ha un profonda vanità, ed è un limite, mentre di sicuro ha doti innate da mediatore, e questo in politica è un pregio. Quello che manca al premier è la rotta politica. Si va quindi avanti a tentativi, anzi tra una frenata e l'altra. Insomma. Si è fermi. Per non parlare del resto della maggioranza. Ci siamo talmente assuefatti alla bruttezza della politica che non facciamo nemmeno più caso alle cose. Uno come Di Maio, con la sua storia e la sua preparazione inesistenti, che diventa prima Ministro dello Sviluppo Economico, poi Ministro degli Esteri è un'assurdità. Però alla fine è passato anche questo come nulla fosse».

Lei con Mara Carfagna state creando un laboratorio politico nuovo. Non avete paura di sparire, di essere l'ennesimo nuovo gruppo o movimento, l'ennesima sfida personale. In un momento dove esistono già quella di Renzi, poi Toto, Calenda e quanti altri ancora…

«Bisogna provarci, anche perché è l'unico modo per far uscire la politica da questa fase, ormai decennale, di cialtroneria. Per cui ben venga chiunque abbia voglia di fare politica seria, con preparazione ed un progetto, che sia di destra o di sinistra. La politica di oggi, dove tutto è lite, aggressione, insulto fine a se stesso riesce purtroppo a tenere lontane molte eccellenze, persone che potrebbero fare e dare tanto ma che, vista l'aria che tira in Parlamento, ne prendono le distanze, preferendo rimanere a guardare».

Tornando all'attualità, il Conte Bis cade o Renzi sta bluffando?

«Il Governo e la maggioranza sono a pezzi, ma le nomine e la sopravvivenza politica sono un collante in grado di tenere assieme in qualche modo la baracca. Fino al prossimo scossone…»

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