Politica

I candidati del centrodestra uniti nelle differenze

Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia-Udc si sono accordati sulla ripartizione dei seggi. Alla regia Antonio Tajani

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Sara Dellabella

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Anche il centrodestra ha chiuso le sue liste. Dopo un weekend che ha messo a dura prova tutti i partiti impegnati nelle prossime elezioni politiche del 4 marzo, anche Forza Italia ha i suoi candidati.

Ieri a San Lorenzo in Lucina dove è ospitata la sede del partito, è stato un via vai di aspiranti parlamentari in cerca di una riconferma o di una candidatura. Un puzzle che deve tenere conto delle aspirazioni di tutti gli attori in campo in una partita che risulta tutt’altro che semplice.

Così Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia-Udc si sono accordati sul riparto dei seggi. Alla regia di queste ore complicate, il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani che, secondo Silvio Berlusconi, sarebbe un ottimo premier per il centrodestra al governo. E chissà che non abbia iniziato proprio in queste ore a dirigere la barca.

Le contraddizioni interne

Posizione e ruolo quelli di Tajani che stridono con le posizioni anti euro dei candidati della Lega, gli economisti Claudio Borghi e Alberto Bagnai entrambi candidati in Toscana, uno a Siena, nella terra del Monte dei Paschi, contro il Ministro dell’Economia Carlo Padoan.

Sono rimasti in bilico fino all’ultimo Francesco Nitto Palma e Renato Schifani, mentre Gianfranco Rotondi ha rinunciato alla sua candidatura.

Razzi è salvo

Grande escluso Antonio Razzi, mentre rientrano all'ultimo Domenico Scilipoti e le sue scie chimiche (nel proporzionale a Foggia). Torneranno in Parlamento dopo qualche anno di stop, Osvaldo Napoli, Stefania Craxi, Lella Golfo presidente della Fondazione Belisario, l’avvocato di Andreotti, Giulia Bongiorno che, dopo un passato in AN, questa volta si candida nelle fila della Lega Nord. Con Fratelli d'Italia tornano alla politica attiva Guido CrosettoIsabella Rauti. 

Giornalisti e sportivi in campo

Anche nel centrodestra saranno molti i nomi mutuati dal mondo del giornalismo. Giorgio Mulè, ex direttore di Panorama sarà candidato in Liguria, Andrea Cangini del Quotidiano Nazionale probabilmente nelle Marche, mentre rimane saldo al timone del Il Giornale, Alessandro Sallusti.

Sarà invece in lizza, Arturo Diaconale oggi nel cda della Rai e l’atleta paraolimpica Giusy Versace già in forze alla Domenica Sportiva. Sempre dal mondo televisivo arriva l’ex concorrente di Uomini e donne, Ylenia Citino.

Adriano Galliani è pronto a passare dai campi di calcio al Parlamento, insieme all’ex attaccante del Milan, Giuseppe Incocciati. Noi per l’Italia schiera l’ex campionessa olimpica di marcia Elisa Rigaudo e il presidente della Lazio, Claudio Lotito.

Tra riconferme e candidati popolari, il centrodestra cerca di recuperare quei pochi punti che lo separano da quel 40 per cento necessario per assumere il governo del Paese. Non senza problemi e contraddizioni interne, per esempio sull’Europa e l’abolizione della legge Fornero, punto irrinunciabile per Salvini ma che Berlusconi ha già bollato come “non realizzabile”. Ma intanto gli sforzi sono tutti per il 4 marzo, dopo si vedrà.

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