Politica

Bonus 80 euro a pensionati e autonomi: la proposta della Cisl

Raccolte 500 mila firme e presentata la legge in Parlamento. Costerebbe 37,8 miliardi. Prevista un'imposta sulla "grande ricchezza netta"

Fisco-cisl

Il Segretario Generale della Cisl, Annamaria Furlan - 2 Settembre 2015 – Credits: ANSA/ANGELO CARCONI

Estendere il bonus degli 80 euro anche ai lavoratori autonomi e ai pensionati elevando il tetto del reddito per avere diritto allo sconto fiscale a 40.000 euro: è quanto chiede la Cisl in una proposta di legge presentata oggi in Parlamento sulla quale sono state raccolte 500.000 firme.

La proposta avanzata a febbraio nelle sue linee essenziali prevede un bonus di 1.000 euro annui per i contribuenti con un reddito (individuale) inferiore a 40.000 euro (per valori superiori il bonus diminuisce fino ad azzerarsi a 50.000 euro). Se approvata costerebbe 37,8 miliardi.

 

La Cisl chiede dunque l'equiparazione della no tax area tra i lavoratori dipendenti e i pensionati e interventi a favore del nucleo familiare ma soprattutto l'introduzione di un'imposta progressiva ''sulla grande ricchezza netta'' escludendo dal computo la prima casa di abitazione e i titoli di Stato.

La proposta prevede sugli imponibili eccedenti la somma di 500.000 euro per ciascuna famiglia, aliquote dell'uno per mille tra i 500.000 e gli 800.000, del 2 per mille sopra gli 800.000 e del 7 per 1.000 sopra il milione di euro di ricchezza netta.

Il bonus - spiega la Cisl nella nota tecnica alla proposta - è indipendente dall'ammontare dell'imposta quindi ''immune dal fenomeno dell'incapienza''. Inoltre estendendosi il vantaggio a pensionati e lavoratori autonomi e innalzando il tetto (da 24.000 a 40.000 euro per avere diritto all'intero bonus) potrebbe riguardare oltre 38 milioni di contribuenti contro i 10 milioni che lo percepiscono attualmente.

La categoria di contribuenti che in termini di numero di beneficiari sul totale avrebbe il maggior vantaggio, è quella dei pensionati con 14,4 milioni di interessati (95,6% della categoria), seguita dai lavoratori dipendenti (17,8 milioni di interessati, 91% del totale) e dagli autonomi (4,8 milioni di interessati, 80% del totale).

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