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Politica

Bonaccini blinda l'Emilia mentre sparisce il M5s

Netta affermazione della sinistra nella regione più attesa; Calabria al centrodestra. Grillini ai minimi termini. Che succede ora al Governo?

La sinistra ha ancora il suo fortino; l'Emilia Romagna resta "rossa" grazie a Stefano Bonaccini in una maniera che sorprende visto il numero di voti raccolti (oltre il 50%) ed il distacco inflitto alla rivale, Lucia Borgonzoni. Doveva essere testa a testa, non lo è stato.

La "spallata" che Salvini sognava di dare alla sinistra ma anche al Governo Conte Non c'è stata. Oggi il Pd, giustamente, festeggia il successo e la mancata e temuta crisi. Da notare che il segretario, Zingaretti, per prima cosa ha ringraziato le "Sardine" che alla fine sono risultate un fattore in questa tornata elettorale

Dal canto suo il centrodestra conquista in maniera netta la Calabria, strappandola alla sinistra e portando il numero di regioni controllate a 13 contro le 6 della sinistra (due anni fa era l'esatto contrario). Questo però non basta a consolare il leader della Lega che sognava oggi con il voto di riuscire non solo a conquistare per la prima volta nella storia la regione "rossa" per eccellenza ma anche di mandare a casa il Governo Conte-bis.

Ma a Palazzo Chigi dalla elezioni non arrivano solo buone notizie. Il dato inequivocabile infatti di questo voto è la scomparsa dei grillini. Il Movimento 5 Stelle si ferma al 3,5% in Emilia ed al 7% in Calabria, dove rischia di non entrare nemmeno in consiglio regionale. Un vero e proprio disastro. Per molti annunciato, visto quanto accaduto negli ultimi mesi, ma non in queste proporzioni.

E le ripercussioni sul Governo ci saranno. Primo perché un esecutivo la cui forza di maggioranza in Parlamento non esiste più nel paese è un Governo debole. Secondo perché ora i grillini alla caccia di consensi, costretti a recuperare, anzi a rinascere, non faranno più concessioni agli alleati sulle loro battaglie storiche, anzi, si impunteranno ancora di più per riconquistare l'elettorato che li ha abbandonati. Prima tra tutti, in ordine di tempo, la prescrizione per non parlare poi delle concessioni ad Autostrade.

A quel punto cosa farà Renzi? Cosa farà il Pd? E cosa farà Conte?


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