Politica

Biotestamento sì, ius soli no: quale strategia politica

Approvarlo ora consente un'ordinata chiusura della legislatura senza strappi a differenza del provvedimento sul diritto alla cittadinanza

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Un momento alla Camera durante l'esame della proposta di legge sul ''testamento biologico'', Roma, 4 aprile 2017. – Credits: ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il biotestamento potrebbe diventare legge già la prossima settimana, mentre l’esito della legge sullo ius soli rimane sospeso. Ieri la conferenza dei capigruppo al Senato ha stilato la road map di quest’ultimo tratto di legislatura. E lo ius soli è l’ultimo punto all’ordine del giorno dei lavori parlamentari.

Si tratta di una scelta strategica per il governo e per il partito di maggioranza che per mesi ha affermato che su questo provvedimento avrebbe utilizzato la stessa determinazione sfoderata per l’approvazione delle unioni civili.

Il perché della scelta

Il calendario così formato consente un ordinata chiusura della legislatura senza strappi istituzionali e per questo il biotestamento, dopo l’apertura del Movimento 5 Stelle, non costituisce più un’incognita parlamentare.

Pesano ancora i 1800 emendamenti promessi dalla Lega sul provvedimento, ma grazie al canguro potrebbero decadere in blocco, pur non eliminando i voti segreti. Senza contare che seppure ufficialmente contraria, Forza Italia all’ultimo potrebbe lasciare libertà di coscienza ai propri parlamentari.

I problemi dello Ius Soli

Scenario diverso è quello sullo ius soli, dove il Pd potrebbe contare solo sui voti di Liberi e Uguali, perché Movimento 5 Stelle, Lega e Ap e Forza Italia hanno già espresso posizione contraria. L’esito dell’aula sembra quindi già segnato, ma la partita questa volta non è parlamentare, ma politica.

La legge sulla cittadinanza che nelle scorse settimane ha mobilitato fette importanti dell’opinione pubblica diventa una bandiera per posizionarsi alle prossime elezioni politiche. Per questo l’intenzione è quella di arrivare comunque in aula anche rischiando di non avere i numeri necessari all’approvazione, tanto la legislatura sarebbe finita comunque e una crisi di governo non avrebbe alcun effetto. Anzi in maniera simbolica il governo potrebbe anche porre la questione di fiducia, mostrando la seria intenzione del PD di portare a casa la legge, nonostante i venti contrari. 

Lo ius soli servirà a tessere le prossime alleanze. Oggi i Radicali Italiani e alcuni parlamentari del Pd scenderanno di nuovo in piazza per chiedere una rapida approvazione della legge perché ieri Emma Bonino ha affermato che “questa competizione tra i diritti civili mi dà grande scoramento”.

E probabilmente questo calendario di fine legislatura, così ricco di temi importanti che toccano la sfera dei diritti dei cittadini, serve proprio ad avvicinare forze politiche come i Radicali italiani oggi componenti della lista “Più Europa” insieme a Benedetto Della Vedova, Giuliano Pisapia e un pezzo dell’elettorato di centrosinistra sensibile a questi temi al Pd che ha bisogno di riposizionarsi a sinistra, soprattutto dopo la discesa in campo di Pietro Grasso.

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