Bertolaso: "Chiedete ai miei concorrenti come si affronta una piena del Tevere"

L’intervista al candidato sindaco di Roma sul numero di Panorama in edicola da giovedì 24 marzo

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Il candidato sindaco di Roma Guido Bertolaso con Silvio Berlusconi al gazebo allestito a largo Goldoni da Forza Italia a sostegno di Bertolaso sindaco, Roma, 12 marzo 2016 – Credits: ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Redazione

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«Provi a chiedere ai vari Alfio Marchini, Virginia Raggi, Roberto Giachetti, Stefano Fassina come si affronta una eventuale piena del Tevere, come si combatte materialmente l’emergenza topi o di quanti millimetri deve essere l’asfalto posato su una strada. Io ho studiato e praticato la buona amministrazione, so di cosa parlo. Loro invece non hanno alcuno strumento per capire e per decidere. Forse, dopo questa intervista, spaventati, si metteranno persino a studiare. Ma la mia esperienza personale resta comunque unica; i report che si faranno scrivere dai collaboratori, anche i migliori, non serviranno a nulla».

Si esprime così Guido Bertolaso, candidato indipendente di Forza Italia come sindaco di Roma, in un’intervista che il settimanale Panorama pubblicherà nel numero in edicola da domani, giovedì 24 marzo. A Panorama, Bertolaso dà una serie di giudizi anche sui suoi concorrenti nel centrodestra: «Quelli come Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno invece un unico obiettivo: risolvere il problema personale della loro carriera politica, presente e futura. Pur di riuscirci, producono le capriole più strane, come hanno fatto con me. Ma io non torno indietro, ora meno che mai».

«Io ho la mia storia fuori dal teatrino della politica» dice ancora Bertolaso a Panorama «e francamente ne vado fiero. Tra i miei concorrenti vedo che Giachetti continua a fare il vicepresidente della Camera, Stefano Fassina e Meloni i deputati. Se avessero davvero amato Roma, si sarebbero dimessi per dare un segnale ai cittadini. Invece nulla, mantengono la poltrona e, peggio ancora, fanno campagna elettorale mentre incassano ricchi stipendi pagati da tutti i cittadini, anche da chi non li vota».

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