Politica

Berlusconi alla Corte di Strasburgo contro la retroattività della "Severino"

Con la decadenza dal Senato e l'impossibilità di candidarsi violato un principio fondamentale del diritto. Per la decisione ci vorranno mesi

silvio-berlusconi

Silvio Berlusconi leader di Forza Italia - maggio 2017 – Credits: ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO

Ci vorranno alcuni mesi prima che la Corte europea per i diritti umani, che ha sede a Strasburgo, decida a proposito del ricorso presentato da Silvio Berlusconi contro la decadenza da Senatore e l'ineleggibilità. Mercoledì 22 novembre si è tenuta l'udienza a Strasburgo, che è durata poco più di due ore. La Corte si è poi riunita in Camera di consiglio e le previsioni in questi casi indicano attese di alcuni mesi, almeno sei, prima della decisione.

LEGGE SEVERINO: INCANDIDABILITÀ E "DECADENZA"

Berlusconi aveva presentato il proprio ricorso nel 2013 dopo che il 27 novembre dello stesso anno il Senato aveva votato la sua decadenza, in seguito alla condanna per frode fiscale dell'agosto del 2013,

È una sanzione prevista dalla cosiddetta "legge Severino". Si tratta di un decreto legislativo che prevede la decadenza del parlamentare italiano (anche il parlamentare italiano al Parlamento europeo) se condannato per delitti non colposi, per reati punibili con almeno quattro anni. La Camera di appartenenza vota a maggioranza per la sua decadenza. La legge prevede anche che per 6 anni dopo la condanna non sia più candidabile. La legge Severino prevede che i provvedimenti si applichino in modo retroattivo, per reati commessi prima che la legge fosse introdotta, nel caso in cui la condanna sia sopraggiunta dopo la sua entrata in vigore.

La legge Severino è stata votata all'unanimità dal Parlamento nel dicembre del 2012.

PERCHÉ IL RICORSO ALLA CORTE DI STRASBURGO

Silvio Berlusconi ha fatto ricorso alla Corte europea per i diritti umani perché la Legge Severino viola il principio dell'irretroattività della legge: è stata infatti applicata a un reato compiuto prima che la legge fosse approvata dal Parlamento. L'articolo 25 della Costituzione italiana e l'Articolo 7 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo ribadiscono l'inviolabilità di questo principio. Inoltre, la difesa dell'ex premier sostiene che l'incandidabilità e la decadenza siano "sanzioni penali aggiuntive".

Secondo *la Repubblica*del 22 novembre, fra le carte della difesa di Berlusconi anche il fatto che il voto del 27 novembre 2013 si svolse in modo palese invece che in modo segreto come da prassi.

COS'È LA CORTE DI STASBURGO

La Corte europea per i diritti umani è stata istituita nel 1959 per garantire il rispetto della Convenzione europea dei diritti dell'uomo adottata nel 1950 dai 47 Paesi del Consiglio d'Europa. La Corte di Strasburgo non ha nulla a che fare con l'Unione europea.

COSA SUCCEDERÀ DOPO LA DECISIONE DELLA CORTE

La decisione su Berlusconi verrà presa dalla Camera Grande della Corte di Strasburgo, composta da 17 giudici. Una volta presa la decisione, essa deve essere attuata dalla giurisdizione nazionale. In caso di sentenza favorevole, Berlusconi sarebbe pienamente candidabile. Secondo il Sole 24 Ore del 22 novembre, un'opzione, visti i tempi lunghi della sentenza, che arriverà probabilmente dopo le elezioni politiche del 2018, è una candidatura con riserva nei collegi, in attesa della decisione in arrivo da Strasburgo.

Per saperne di più

© Riproduzione Riservata

Commenti