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Beppe Sala condannato a 6 mesi. E ora chi lo idolatra cosa dice?

L'uomo indicato come simbolo e baluardo della sinistra in Italia condannato in primo grado per falso ideologico. Come la mettiamo?

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Redazione

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Il sindaco di Milano, Beppe Sala è stato condannato a 6 mesi di carcere per "falso ideologico", per aver firmato il 31 maggio 2012, ma «con la data del 17 maggio», due atti con cui sono stati sostituiti due commissari della più grande gara di Expo (la cosiddetta «Piastra» da 272 milioni). In trucchetto fatto a fin di bene, per evitare altri ritardi di un'opera già in difficoltà, al punto che il tribunale gli ha riconosciuto a sua difesa i "particolari motivi di valore sociale". La pena è stata tramutata in un'ammenda di 45 mila euro e forse l'appello nemmeno ci sarà dato che siamo vicini alla prescrizione.

Quello che ci interessa però non è la vicenda processuale, che di per se sembra davvero poca cosa, ma quella che sarà la reazione dei suoi fan. Si, perché Beppe Sala da tempo ormai è l'uomo forte della sinistra, della Milano che non cede a Salvini, dell'unica città ancora rossa. Sala, il miglior sindaco del mondo; Sala che twittava pochi giorni fa «Da domani, Pride! Per una Milano dei diritti. E dei doveri», con le calze arcobaleno per prendersi l'applauso della comunità lgbt; Sala che ha portato le Olimpiadi invernali in Italia (con buona pace per l'inutile ed insignificante sindaco di Cortina, una comparsa...) e si mostrava con gli sci tra le mani (gli sci, a Milano???). Sala che pochi giorni fa diceva che "Il Pd cresce ma non basta più; serve un nuovo partito". Qualsiasi cosa dica Sala partono gli applausi... Ma ora?

Ora che è stato condannato da un tribunale? Ora che ha la fedina penale macchiata (come un Berlusconi qualunque)? Ora cosa pensano i suoi tifosi? Cosa dicono? Può ancora essere l'uomo nuovo della sinistra un "condannato"?

Certo che per il Pd sono giorni (giuridicamente) complicati. Siamo nel pieno della bufera sull'inchiesta riguardo gli affidi di diversi bambini concessi, secondo l'accusa, a famiglie amiche anche con l'aiuto di sindaci compiacenti. Ora ci si mette pure il Tribunale di Milano a impallinare l'uomo forte.

Ci aspettiamo tra breve i primi distinguo, diranno che esite condanna e condanna, che ci sono quelle buone e quelle cattive. Ma nulla cancellerà la decisione del Tribunale di oggi. Certe macchie sulle tovaglie belle si possono lavare e trattare. Persino portare in tintoria. Ma restano. 

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