Grillo tace ma il web urla: «Scroccone come gli altri!»

Numerose e accese le reazioni all’inchiesta di Panorama sulle vacanze superscontate dalla Valtur ai vip. Solo il leader di M5s fa finta di niente. Ma c’è nebbia sulla fattura giustificata con un cambio merci

Beppe Grillo in barca con un suo amico (Credits: GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Il neologismo più efficace per le ferie a scrocco di Beppe Grillo se l’è inventato il sito Controlacrisi.org: «Le vacanzarie», titolo che fa il verso alle «parlamentarie» e alle «quirinarie», le consultazioni in rete del Movimento 5 stelle.

Ha fatto scalpore l’inchiesta di copertina di Panorama sui viaggi regalo elargiti dalla Valtur a ricchi e potenti, con oltre 36 mila voci dedicate su Google. Hanno rilanciato lo scoop tutti i giornali, compresi quelli che gravitano sul fronte opposto di Panorama, come Il Fatto quotidiano e L’Unità. Che hanno riconosciuto soprattutto la rilevanza giornalistica delle vacanze agevolate di cui ha potuto godere il leader del Movimento 5 stelle dal 2002 al 2007, anno in cui si preparava a scendere in politica con il propedeutico «Vaffa day».

Lo scoop ha ispirato anche tanti tweet («Il Grillo si è trasformato in Scrocchignolo») e commenti sui siti: 2.759 su quello del Fatto, 255 sull’Unità. Variegati: qualcuno difende il tribuno ligure («Scusate, ma la notizia dov’è? Grillo nel 2007 era un comico e faceva comodo averlo a un centro vacanze» commenta su Ilfattoquotidiano.it tal Codric).

Ma il popolo del web si interroga soprattutto, oltre che sull’opportunità di incamerare sconti da parte di un moralista di professione, sulla fattura relativa al cambio merce della vacanza del 2002 al Sestriere: «Chi di scontrino ferisce di fattura (non emessa) perisce» scrive Rigel, già colpevolista, riferendosi evidentemente all’ossessione dei grillini per la rendicontazione, mentre LaR è più garantista: «Chissà perché non mostra la fattura, dato che sicuramente ce l’ha». 

Un dilemma che sarà sciolto, probabilmente, dagli inquirenti. Perché mentre la fattura emessa dalla Valtur è agli atti, quella di Grillo (che attesterebbe il pagamento dell’Iva e delle tasse) non è stata rintracciata e presto i magistrati del Tribunale di Trapani che stanno indagando sugli affari della Valtur e del suo ex patron, Carmelo Patti, potrebbero chiedergli di mostrarla.

Per ora il leader del M5s tace. A sorpresa, l’unico che ha ritenuto la notizia di Panorama non rilevante è stato proprio Grillo: non solo non ha risposto alla email con cui la redazione ha chiesto delucidazioni sui suoi viaggi Valtur, ma non ha ritenuto lo scoop di Panorama degno di una citazione all’interno del suo blog, notoriamente un tempio della trasparenza.

Neanche una riga, né sui tanti vip in allegra trasferta Valtur né tantomeno su se stesso. Fino a qualche giorno fa digitando «Panorama vacanze a scrocco» sul motore di ricerca del blog usciva curiosamente, con il titolo «Il prezzo della dignità, storia di un giornalista», la vicenda di Giacomo Di Girolamo, direttore di un giornale web di Marsala impegnato in inchieste sulla mafia al quale il comune siciliano ha chiesto un risarcimento di 50 mila euro per la sua «lesiva» attività giornalistica.

Anche in Parlamento: Riccardo Nuti e Nicola Morra, i capigruppo di M5s alla Camera e al Senato cui Panorama ha chiesto di esprimersi sulla vicenda, non l’hanno ancora fatto. Troppo impegnati, forse, a far di conto per il «Restitution day», la riconsegna dei risparmi sulla diaria. (Donatella Marino e Antonella Piperno)

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