20 giugno - 0:40 - Il risultato più clamoroso di questi ballottaggi è stato quello di Torino: Chiara Appendino ha vinto con il 54,56% dei voti e ha battuto il sindaco uscente Piero Fassino del Pd che si è fermato al 45,4% dopo un primo turno in cui era in svantaggio di 11 punti percentuali.

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Torino volta pagina dopo 23 anni di amministrazioni di centrosinistra. "Abbiamo la possibilità di costruire una nuova comunità urbana ma, soprattutto, abbiamo il dovere di ricucire una città profondamente ferita, ricostruendo il rapporto di fiducia tra i cittadini e i loro amministratori", sono le prime parole pronunciate dalla neo sindaca - come ha chiesto di essere chiamata - nella sala stampa del Municipio, accolta dai cori da stadio dei suoi sostenitori.

Il sindaco uscente si è fermato al 45,44% dei consensi. "La cosa eclatante di Torino, come rilevano tutti i commenti, è il fatto che la città sia stata ben governata e, nonostante questo, il voto sia andato a favore della nostra avversaria", è l'analisi dell'ex segretario Ds. "È evidente che il centrodestra - osserva - ha votato in blocco la candidata M5S: era un'occasione troppo ghiotta far perdere il centrosinistra a Torino dopo 23 anni. Questa motivazione ha prevalso sopra ogni altra cosa".

A scegliere la candidata grillina sono state, in particolare, le periferie più difficili del capoluogo piemontese, dove è arrivata fino al 65% dei consensi, mentre Fassino ha prevalso soltanto in centro città. "Abbiamo assistito ad una voglia sempre crescente di mettere in discussione i problemi reali e le criticità rimaste senza risposte di Torino", sottolinea la Appendino ripercorrendo i sette mesi della campagna elettorale. "Ci siamo presentati così come siamo - prosegue - abbiamo presentato il nostro programma, abbiamo scelto i nostri assessori e i torinesi ci hanno accolto con un rinnovato interesse per la politica e un calore difficili, se non impossibili, da descrivere".

A sostenerla in Consiglio comunale, la Appendino - prima donna sindaca da quando c'e' l'elezione diretta - avra' ben 24 consiglieri comunali su 40 del Movimento 5 Stelle.

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19 giugno - 23:30 - Proiezione della Quorum: Appendino 51,3% - Fassino 48,7%.

23:15 - ll primo exit poll Piepoli - Ipr marketing per la Rai a Torino sembra clamoroso: in vantaggio la candidata del M5S Chiara Appendino al 50-54%. Il candidato del centrosinistra Piero Fassino è tra il 46-50%.

Ore 22:00 - A Torino l'affluenza alle 19 è stata del 39,15%, al primo turno era stata del 41,32.

Il sindaco uscente Piero Fassino sfida oggi la pentastellata Chiara Appendino nel ballottaggio per la poltrona di sindaco. Qui durante la giornata, gli exit poll, le proiezioni e poi i risultati finali della sfida.
(Post in aggiornamento)

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17 giugno

Ha scelto il palco della scuola Holden il sindaco di Torino Piero Fassino per chiudere la sua campagna elettorale in vista del ballottaggio di domenica 19 giugno, che lo vedrà contro la sfidante del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino.

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E nel suo discorso ha lanciato un attacco diretto all'avversaria: "Non ci interessa il balletto dei numeri sui poveri, non siamo stati noi a sollevare la questione - ha detto - per noi anche un solo povero è un problema. Ho avvicinato molte persone in queste settimane e nessuna mi ha chiesto per il proprio figlio reddito di cittadinanza, ma la possibilità di trovare un lavoro". Fassino ha anche ricordato che a Torino esiste già il "reddito di inserimento e non c'è bisogno di cambiare sindaco per averlo".

 A sostenerlo il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che ha riconosciuto il lavoro fatto da Fassino come sindaco e come numero uno dell'Anci. "Io credo che il sindaco Fassino - ha detto Pisapia - può creare quell'ulteriore slancio di sviluppo di Torino che possa dare da un lato lavoro, solidarietà sicurezza e una prospettiva per il futuro dei più giovani".

Provate a pensare a una Torino guidata da Chiara Appendino piuttosto che da Fassino. Non è un sogno, ma una realtà possibile se domenica date fiducia a questa donna che ha messo una passione incredibile in questa campagna". Così il parlamentare M5S Roberto Fico, per la chiusura della campagna elettorale di Chiara Appendino. "Perché questa città deve per forza continuare nel grigio di Fassino? Abbiate fiducia nei colori della passione di Chiara e molte cose che non sopportate più cambieranno - ha aggiunto -. Già arrivare al ballottaggio è stata una rivoluzione, ora portiamola a termine".

16 giugno

I candidati sindaco a Torino Piero Fassino e Chiara Appendino oggi, ultimo giorno di campagna elettorale, si apprestano al rush finale. Il primo con Giuliano Pisapia, la seconda con Alessandro Di Battista. Ieri intanto è andato in scena uno scontro a distanza nella sede dell'Api, soprattutto sul tema del fisco.

I piccoli imprenditori

I due sfidanti al ballottaggio di domenica prossima hanno incontrato la platea dei piccoli imprenditori separatamente, prima la grillina, poi il sindaco uscente. "Se potessi scegliere - ha esordito l'esponente a 5 Stelle - in materia di fisco adotterei il modello svizzero tax free. Non potendo, penso che ci si debba ragionare e che si dovrebbe farlo insieme. Non posso promettere che abbasserò l'Imu, ma sono assolutamente disponibile ad avviare un percorso condiviso".

Gli impegni futuri


Ha poi anche annunciato l'intenzione, se sarà eletta, di agire sulla Tari "per fare in modo che le imprese paghino la tassa sui rifiuti in base a quanto inquinano". "Stiamo lavorando su una riduzione della Tari - ha affermato un paio d'ore più tardi Fassino - pensiamo a una diversa modulazione a misura dei rifiuti prodotti, e quindi non più commisurata soltanto alla superficie occupata".

Sul fronte fiscale, ha rimarcato il primo cittadino uscente, "la discrezionalità del sindaco è piuttosto limitata, ma possiamo agire sul fronte degli oneri di urbanizzazione e di valorizzazione: su questi ultimi, in particolare, stiamo predisponendo una riduzione". Nel dibattito si è introdotto a distanza anche Gianguido Passoni, assessore al Bilancio della Giunta uscente: "la candidata dei 5 Stelle, che propone di aprire un tavolo per avviare percorsi per ridurre l'Imu e la Tasi per le imprese - ha obiettato - è in ritardo di qualche anno su quanto già fatto".

La sicurezza

Nel duplice incontro si è parlato di economia, urbanistica, sicurezza e coesione sociale. "Le Pmi - commenta Corrado Alberto, presidente dell'Api torinese - guardano con interesse ai grandi cambiamenti che sta attraversando la città. Vogliamo essere protagonisti nella definizione della strategia per attrarre gli investimenti. Vogliamo poter contare su un programma di reale sburocratizzazione, e occorre intervenire sulla riduzione delle imposte locali, partendo da una significativa revisione della Tari e degli oneri di urbanizzazione".

Eccellenze locali


Alberto punta poi il dito sul tema della sicurezza: "un diritto - sottolinea - sia per i cittadini che per le imprese". "Torino deve giocarsi le sue carte sul mercato globale. È importante proporsi come meta turistica e culturale, ma soprattutto come location per aziende d'eccellenza, come sede universitaria di prestigio, non diventare una Città ripiegata su se stessa", è l'appello della presidente dell'Unione Industriale di Torino, Licia Mattioli. "Per il bene di Torino - sottolinea - è pertanto indispensabile che, per gli anni a venire, essa venga amministrata sulla base di una visione di lungo termine".

12 giugno

Secondo faccia a faccia televisivo fra i candidati a sindaco di Torino, Piero Fassino per il Pd e Chiara Appendino per il M5S, dopo quello su Sky di due giorni fa.

L'occasione è stata In mezz'ora, trasmissione di Rai Tre condotta da Lucia Annunziata. E lo scontro si è esteso lungo tutti i fronti (anche alla questione Tav) senza che i due aspiranti primi cittadini trovassero un solo punto di contatto.

Appendino ha accusato Fassino di fornire "una narrazione non corretta" della situazione di "una città divisa", profondamente segnata dalla crisi, dove i "bisogni di tante persone sono inascoltati". Il sindaco uscente ha replicato che la sua avversaria manca di "onestà intellettuale" e ha rivendicato il lavoro svolto nei 5 anni della propria amministrazione: "Non ho mai negato la crisi. Anzi, abbiamo lavorato per aiutare gli strati della popolazione che l'hanno patita di piu'". "E se la Fiat è rimasta a Torino - ha anche detto - è grazie a persone come me". (ANSA)

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10 giugno

A Torino si infiamma la campagna elettorale per il ballottaggio, che vede contrapposti il sindaco uscente Piero Fassino e la sfidante M5s Chiara Appendino. Ad accendere la miccia sono le dichiarazioni di voto dell'europarlamentare leghista Mario Borghezio, torinese, a favore della Appendino, e un post pubblicato da un eletto nel Pd, Claudio Lubatti, assessore ai Trasporti nell'ultima giunta. In questo secondo caso, l'oggetto della polemica sono i rimborsi del Comune per i permessi retribuiti nell'azienda del marito della Appendino per le assenze dal lavoro della consigliera comunale M5s. "Polemica pretestuosa - la replica della candidata M5s - Da quando la città è uscita dal patto di stabilià senza fare troppo clamore mediatico, ho rinunciato a riscuotere i gettoni di presenza dei consigli e delle commissioni per un importo totale di oltre 100.000 euro. Noto molto nervosismo in questi giorni...".

Il sostegno di Borghezio

Ma è soprattutto l'endorsement di Borghezio, dopo quello del segretario federale del Carroccio Matteo Salvini, a scatenare il botta e risposta tra i due candidati: "Sono colpito da questa nuova alleanza. Avere, da un lato, eletto in consiglio comunale una persona vicino ai centri sociali, - è l'appunto di Fassino - dall'altro essere sostenuti da Borghezio è una contraddizione. E questo succede perché un programma chiaro non è stato ancora esibito. M5s faccia chiarezza, altrimenti questo è un esempio di cerchiobottismo, alla faccia della nuova politica".


Il confronto

E Chiara Appendino, che deve annullare gli 11 punti di distacco nel primo turno, ha spostato la questione su un nuovo appello al voto: "Ognuno è libero di esprimere la sua opinione, ma i voti non appartengono a un segretario di partito ma ai cittadini. Spero che al ballottaggio i torinesi esercitino un voto consapevole". A dieci giorni dal voto e alla vigilia del confronto diretto, stasera in diretta su Sky, Fassino e Appendino hanno puntato ancora sulle periferie, trascorrendo molte ore ai poli opposti della città: il sindaco uscente in Barriera di Milano, una delle aree più critiche di Torino, la candidata pentastellata a Lingotto, al confine con il Comune di Nichelino. Fassino ha promesso "uno sforzo in più", con un "piano strategico per Barriera Milano, Falchera, Rebaudengo e Villaretto (periferie nord di Torino, ndr). In questi anni non siamo stati disattenti - ha detto - ma probabilmente non è bastato. Abbiamo un progetto per aumentare ancora di più i servizi di contrasto alla fragilità, interventi più massicci per la sicurezza, l'incremento di iniziative aggregative, culturali e sociali".


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