Ilaria Molinari

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Lunedì 20 giugno - Sala 51,77% - Parisi 48,23%. 

Il centrosinistra ce l'ha fatta a Milano e in una battaglia sul filo di lana è riuscito a mantenere Palazzo Marino. Lo scarto su Stefano Parisi è stato di tre punti e mezzo, con un'astensione record che ha visto quasi un milanese su due disertare il ballottaggio. "Lavoreremo all'insegna del vero spirito ambrosiano", ha promesso il nuovo sindaco di Milano, che ha fatto i complimenti al suo avversario, sottolineando come la loro campagna sia stata all'insegna del fair play in puro stile meneghino.

Alla fine ''il calcio di rigore da tirare a Milano'' di Matteo Renzi Sala l'ha segnato, aumentando il vantaggio rispetto a Parisi fino a tre punti e mezzo e ottenendo 264.000 voti, cioè oltre centomila in meno di quanti ne aveva presi Giuliano Pisapia. L'affluenza al 51,4% rappresenta il dato più basso di sempre ed è lo specchio di una campagna elettorale che ha coinvolto molto poco la città, un dato di cui Sala non potrà non tenere conto.

"Grazie a chi ha creduto in questa vittoria e ha portato a casa un risultato non scontato - ha commentato - Io mi sento portatore di una speranza a Milano e mi sento come chi è riuscito a fare una cosa straordinaria". Adesso subito al lavoro, perchè da sempre si è definito "un uomo del fare" e quindi il suo obiettivo è "riprendere il nostro programma e cercare di fare in modo che Milano possa avere tutto quello che abbiamo promesso".

"Le periferie saranno la nostra ossessione" perchè "fra cinque anni vogliamo vedere una città ancora un po' cambiata. Altri cinque anni di governo aiuteranno a completare quello che è stato fatto nei cinque anni precedenti" 

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Domenica 19 giugno - 23:40 - Seconda proiezione della Quorum: Beppe Sala 52% - Stefano Parisi 48%.

23:30 - Prima proiezione della Quorum: Beppe Sala 51,5% - Stefno Parisi 48,5%.

Ore 23:02 - Nel primo exit poll di Ipr-Istituto Piepoli per la Rai, a Milano Giuseppe Sala è in testa con il 49-53% mentre Stefano Parisi si attesta al 47-51%.

Ore 22:00- È quasi finita la giornata elettorale dei milanesi che scelgono il sindaco fra Beppe Sala e Stefano Parisi. 

Alle 19 aveva votato il 39,72% degli aventi diritto. Al primo turno l'affluenza era stata del 42,43%.

17 giugno -  È caccia all'astenuto a Milano. I due candidati sindaco che si sfidano al ballottaggio, Giuseppe Sala per il centrosinistra e Stefano Parisi per il centrodestra, hanno iniziato la "caccia" al 46% di milanesi che il 5 giugno non è andato a votare.

Su come raggiungere gli elettori assenteisti però, le strategie sono state diverse. Uno solo il punto di contatto: non legare troppo l'immagine personale a quella dei leader di partito che appoggiano le rispettive liste. Matteo Renzi per il Pd (pare infatti non si faccia vedere a Milano prima del 19) e Silvio Berlusconi e Matteo Salvini per Forza Italia e Lega nord.

Come finirà? Qui gli exit poll, le proiezioni e poi i risultati finali.
(in aggiornamento)


Lega e M5S: le affinità elettive senza credibilità


15 giugno 2016
Cosa dicono i sondaggi clandestini. Le ultime rilevazioni sulla corsa nel circuito di San Walter Giuliano (SWG) danno un leggero vantaggio per il nuovo pilota della Ferrari, la scuderia del campione uscente, risultata prima (sia pure di un punto) nella prima manche. Il pilota ha concluso la gara percorrendo 51,5 km, appena tre chilometri in più dello sfidante della Red Bull (48,5 km), ribaltando l’esito della corsa clandestina che si è svolta ieri -  nel circuito intitolato a Nick Piè Veloce - che ha assegnato una vittoria al fotofinish per lo sfidante.

14 giugno 2016.
Endorsement eccellenti. "Sala può essere davvero un buon sindaco, a me non dispiace anche per come ha condotto con successo l'Expo" ha dichiarato Adriano Celentano al 'Fatto quotidiano' che ha spiegato: "A parte le grandi bugie che dicono sul suo conto, il fatto che uno come l'ex pm Gherardo Colombo, in seguito a una proposta dello stesso Sala, abbia accettato di istituire un comitato per la legalità e la trasparenza è un segnale positivo da non sottovalutare".

"La voglia è addirittura di votare a destra". Dario Fo, ex sostenitore di Giuliano Pisapia e un presente da sostenitore del Movimento 5 Stelle, usa un "paradosso" per spiegare come voterà al ballottaggio. Ospite a Un giorno da pecora , spiega: "Tra Sala e Parisi non so chi voterò, sono molto perplesso. Pur di levare di mezzo uno che ha fatto tutta la campagna senza dire come ha speso i soldi, come ha realizzato l’Expo e come è il debito e quanto si è perduto, sono tentato da Parisi".  Il candidato sindaco del centrodestra ringrazia: "Sarebbe un onore".

12 giugno 2016
Linus e Ambrosoli nel team di Sala.  Giuseppe Sala  ha annunciato i primi nomi della giunta. Se diventerà sindaco nella sua squadra ci saranno - come spiegato in una nota - il direttore di Radio Dj Linus e il consigliere regionale, Umberto Ambrosoli.  Tra i nomi di chi si occuperà di Milano c'è anche quello dell'ex ministro degli Esteri, Emma Bonino, che avrebbe un ruolo di consigliere per la politica internazionale.

Secondo Stefano Parisi,  nel comunicare i conti di Expo, "c'è stato un deficit di trasparenza". L'ex commissario Expo   "ha fatto un buon lavoro da manager perchè ha messo in piedi un evento importante in tempo e questo è positivo - ha aggiunto -. Ma la trasparenza è importante e, quando sono usciti dati un po' diversi da quelli che ci si aspettava, con numeri non in attivo, bastava dirlo. È naturale che un evento del genere non sia in attivo".


9 giugno 2016
Nessun apparantamento con il M5S. "Non credo che il M5S abbia nel suo metodo qualunque tipo di apparentamento. Non insisto da questo punto di vista". Così il candidato sindaco del centrodestra a Milano, Stefano Parisi, si è espresso oggi in vista del ballottaggio parlando a margine di un giro elettorale in uno dei mercati della città. 

Dello stesso parere, ma sul fronte opposto, Beppe Sala: "Io non penso che il M5S darà indicazioni di voto, anzi su questo sono abbastanza certo ma non escludo che una parte voterà a destra". Sala si è detto convinto che ci sono però una serie di tematiche e battaglie sull'ambiente e sui diritti "che  sono molto più il cuore della nostra campagna. Io parlerò agli elettori dei cinque stelle nella speranza che tanti considereranno il nostro programma migliore".

Sala ha poi aggiunto: "Troverei strano se a Milano i 5 stelle volessero ricambiare il favore a Salvini sostenendo il centrodestra".

8 giugno 2016
Più periferie per Sala. Sala punta più sulla piazza e sulle periferie. Ma non da solo. Con Pisapia, il sindaco uscente che dovrà dargli man forte nello spingere l'elettorato di sinistra a votare compatto e deciso il 19 giugno.

La partita vera per Sala si gioca fuori dal centro di Milano  dove  Sala ha già ottenuto un buon risultato.

Parisi: tv e M5S
Parisi punta sulla televisione e sul faccia a faccia con l'avversario. Vuole farsi conoscere di più, ha dichiarato. Si comincia stasera con il duello su Sky, poi ci sarà Porta a Porta e poi Linea Notte (Tg3). E poi, si vedrà.

Ma Parisi vuole attirare a sè soprattutto l'elettorato del Movimento 5 Stelle al quale si è rivolto più volte presentandosi come l'uomo "del cambiamento", slogan caro ai pentastellati.

"C'è un clima entusiasta che non c'era nelle scorse settimane. È scattato qualcosa a Milano domenica scorsa, c'è una grande voglia di cambiamento" ha detto oggi Parisi al mercato di piazzale Martini. "Persone che domenica non hanno votato - ha aggiunto - hanno detto che verranno a votare. Noi siamo il cambiamento rispetto alla giunta Pisapia, rispetto a Sala e
anche rispetto a Renzi".

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