Redazione

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Lunedì 20 giugno - Virginio Merola è il nuovo sindaco di Bologna. Ha vinto con il 54,6% dei voti. Lucia Borgonzoni della Lega si è fermata al 45,4% dei voti.

Domenica 19 giugno - Ore 23:15 - Il primo exit poll di Ipr marketing-Istituto Piepoli per la Rai sul ballottaggio di Bologna dà in vantaggio Virginio Merola al 54-58%. Lucia Borgonzoni, invece, è al 42-46%.

ore 22:00 - A Bologna alle 19 aveva votato il 41,64% degli iscritti alle liste elettorali, contro il 46,36 del primo turno.

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A pochi giorni del ballottaggio, a Bologna erano ancota tutti lì a fare i conti. Quanti voti deve conquistare Virginio Merola per mettersi al riparo? Quanti ne deve recuperare Lucia Borgonzoni per centrare l'impresa? E quanto inciderà l'affluenza sul risultato?

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Sarà la risposta a queste domande che oggi determinerà chi sarà il sindaco per i prossimi cinque anni, ma le stesse domande denotano una certa tensione per un risultato che appare meno scontato di ciò che si poteva supporre nelle settimane precedenti al primo turno.

(Post in aggiornamento durante la giornata con exit poll, proiezioni e risultati finali)

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giovedì 16 giugno 

Ospiti della tribuna elettorale della Rai, i due candidati hanno cercato di motivare i propri elettori del primo turno a tornare a votare e convincere gli astenuti e quelli che hanno votato altre liste, soprattutto chi, il 5 giugno, ha scelto il Movimento 5 Stelle.

Le unioni civili

Le schermaglie si concentrano così, in particolare, sul tema delle unioni civili. Il sindaco uscente Virginio Merola ha annunciato di voler celebrare in Sala Rossa, quella dedicata ai matrimoni, la prima unione civile. "C'è questa ipocrisia - ha detto - di non chiamarlo matrimonio, proprio per questo è molto importante dare pari dignità: quindi dove si sposano le coppie etero ci saranno anche le coppie omosessuali". La leghista Lucia Borgonzoni, se sarà eletta sindaco, non farà obiezione, pur non condividendo la legge. "Io - ha detto - non ho nessun problema a celebrare le unioni civili. Il problema però è un altro: noi dobbiamo fare un'analisi di una legge fatta di corsa, per mero interesse elettorale di Renzi, e fatta male".

Il sostegno di Balzani

Merola ha, intanto, incassato il sostegno di Francesca Balzani, vice sindaco a Milano di Giuliano Pisapia, ospite di un'iniziativa sul welfare. Una figura che corrisponderebbe perfettamente all'identikit (donna, competente, esperta di bilancio) che Merola ha tracciato per il suo vice sindaco. E nel frattempo ha incassato l'appoggio esplicito della Cgil, dell'Aics (con un appello firmato da decine di associazioni che contano decine di migliaia di soci) e di alcuni esponenti di Sel che al primo turno avevano sostenuto la Coalizione civica di Federico Martelloni.

L'arrivo di Salvini

Lucia Borgonzoni, intanto, prepara il rush finale della propria campagna elettorale che culminerà venerdi', con la presenza in città del leader della Lega Nord Matteo Salvini, con le solite, prevedibili, contestazioni da parte dei centri sociali. Il primo turno del 5 giugno potrebbe avere anche una coda giudiziaria: sono stati infatti denunciati tre presidenti di seggio perché i verbali compilati sono risultati lacunosi o irregolari. Si tratterebbe di un migliaio di voti non assegnati che potrebbero portare qualche candidato al consiglio rimasto fuori per un soffio a ricorrere al Tar. Il verdetto dei giudici amministrativi, in ogni caso, inciderebbe solo sulla composizione del consiglio comunale e non altererebbe la corsa per la poltrona più importante di palazzo d'Accursio.

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10 giugno

Da un lato il via a un tour nelle zone complicate della città - con annessi battibecchi con i cittadini sul tema del degrado - e dall'altro l'annuncio dell'arrivo in città di Matteo Salvini per oggi. Tutto questo mentre nelle stanze delle decisioni strategiche è arrivata la proposta del centrista Bernardini (che nel primo turno aveva conquistato il 10% dei voti) - rivolta a entrambi - di un apparentamento ufficiale sulla base di alcuni punti programmatici.

Le prime giornate di campagna verso il ballottaggio per la carica di sindaco di Bologna, tra l'uscente Virginio Merola (Pd) e Lucia Borgonzoni (Lega) sono andate in scena su questi due binari aspettando il confronto che - dopo le polemiche e i dietrofront dei giorni scorsi - andrà in onda stasera alle 21 su E'tv.

Sul tavolo delle possibile alleanze Borgonzoni ha, di fatto, già respinto la proposta. Merola, invece, prima della nota di Bernardini, aveva ribadito la sua "proposta di alleanza civica" rivolta sia alla sua sinistra (Coalizione civica) che alla sua destra (Bernardini, appunto).  Proposta che però al momento resta chiusa ad "apparentamenti, inciuci e spartizione di posti". Parole, queste, che sembrano risuonare meglio con quelle attese da Martelloni di Coalizione Civica che "per motivare la sinistra al ballottaggio" ha chiesto a Merola di dire "cose di sinistra" perché "la scelta repubblicana di salvezza della città dalla Lega sia di per sé sufficiente". Non sufficiente per alcuni. Ma non per tutte le anime a sinistra del Pd, se è vero che per il sindaco uscente ha detto che voterà il segretario regionale della Fiom, Bruno Papignani: non certo un fan dei Dem ma che non vuole "essere colui che per un voto fa vincere un partito razzista".

Diverso il discorso su Bernardini che ha fatto richieste precise su stadio, azioni Hera, periferie, trasparenza nella formazione della Giunta e, soprattutto, allargamento in sede della tangenziale (il cosiddetto Passante di Mezzo). Progetto che chiede di fermare. Scelta, questa, di fatto impraticabile per Merola che sul Passante si è esposto in prima persona firmando anche l'accordo con Renzi e Bonaccini. Diverso, in teoria, sarebbe il discorso con Borgonzoni che - al di là delle beghe romane (Bernardini è sostenuto anche da Udc e Ncd: Salvini sarebbe disposto a stringere un patto col candidato del nemico Alfano?) - non avrebbe grandi problemi "di principio". Ma se Merola, per il momento, non ha dato risposte (lo staff ha rimandato all'intervento che farà domani) la candidata della Lega ha già detto che pur rispettando il risultato di Insieme Bologna non crede che "gli apparentamenti siano una soluzione perché dobbiamo mantenere la parola data ai cittadini ai quali abbiamo fatto promesse ben precise in campagna elettorale".

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