Politica

Morto a 89 anni Armando Cossutta

Noto per essere il più filosovietico dei comunisti italiani, fu parlamentare dal 1972 al 2006

cossutta

Si è spento nel pomeriggio di lunedì 14 dicembre all'ospedale San Camillo di Roma Armando Cossutta, 89 anni, storico dirigente del Pci. Noto per essere il più filosovietico dei comunisti italiani, Cossutta si era iscritto al Pci nel 1943 partecipando alla Resistenza nelle Brigate Garibaldi: alla fine della guerra divenne quindi dirigente del partito, di cui fu segretario milanese e lombardo per poi entrare in Parlamento nel 1972, in cui rimase fino al 2006.

Già in polemica con la linea revisionista di Enrico Berlinguer, alla quale si oppose strenuamente tacciandola nel 1981 come "uno strappo" nei confronti dell'Unione Sovietica, Armando Cossutta si oppose poi allo scioglimento del Pci voluto da Achille Occhetto, dando vita nel febbraio 1991 al Movimento per la Rifondazione Comunista, che si fuse quindi con Democrazia Proletaria per dare vita al Partito della Rifondazione Comunista, di cui lo stesso Cossutta fu presidente fino al 1998, ovvero fino a quando Fausto Bertinotti, allora segretario di Rifondazione Comunista, ritirò la fiducia al governo Prodi. Nuova frattura e nuovo partito: quello dei Comunisti Italiani (PdCI), fondato con Oliviero Diliberto e Marco Rizzo, dal quale Cossutta si staccò nel 2006, ritirandosi di fatto dalla politica attiva.

Nell'agosto di quest'anno era scomparsa anche la moglie Emilia, alla quale Cossutta era legato da oltre 70 anni.

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