Anzaldi, l'uomo che in Rai decide chi resta e chi va

Da Virginia Raffaele agli attacchi a Berlinguer e Giannini. Il segretario della commissione di Vigilanza non risparmia colpi

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Il deputato del PD Michele Anzaldi in una foto del 6 gennaio 2013 – Credits: ANSA/LUCIANO DEL CASTILLO

Antonella Piperno

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"Gad Lerner lasciò per molto meno...". L’ultima bordata, l’11 febbraio, il molto renziano segretario della commissione di Vigilanza Michele Anzaldi, indignato per il servizio del Tg3 delle 19 su Scampia e i suoi eroinomani, l’ha indirizzata al direttore Bianca Berlinguer, da sempre uno dei suoi bersagli  preferiti, beccandosi una replica indignata dell'Usigrai, a cui quel riferimento al servizio sulla pedofilia che provocò le dimissioni dell'allora direttore del  Tg1 Lerner, è parso oltraggioso.

E solo due giorni prima, il 9, l'"epurator" del pd aveva colpito più in alto, sulle teste dell’amministratore delegato e del Presidente Rai, Antonio Campo Dall’Orto e Monica Maggioni: "Purtroppo su di loro ci siamo sbagliati, ma l’hanno capito come ci sono arrivati lì?", con quel "ci" che rappresenta il governo, sebbene i capigruppo di Camera e Senato del Pd, Ettore Rosato e Luigi Zanda si siano affrettati a spegnere il fuoco rinnovando la fiducia al vertice Rai.

Anzaldi, 55 anni, deputato pd dal 2013, è fatto così, un po’ censore, un po’ "epurator", tutto tweet, interrogazioni parlamentari, interviste tese a fare (la sua) giustizia in Rai. Qualche volta per buone cause (per merito della sua battaglia la Rai ha reso gratuito il servizio telefonico informativo sul pagamento del canone che inizialmente si faceva clamorosamente pagare 50 centesimi al minuto), qualche volta molto meno condivisibili.

L'epurator story dal 2014 ad oggi
Ce n’è per tutti, imitatrici di culto come la star di questo Festival di Sanremo Virginia Raffaele, conduttori, sindacalisti, direttori. Rete preferita: la poco allineata RaiTre.

Quell’imitazione non s’ha da fare
"Mi permetto di chiederle se condivide l’imitazione di Maria Elena Boschi a Ballarò e se ritiene che un ministro giovane sia ritratta come una scaltra ammaliatrice che conta solo sul suo essere affascinante" (lettera contro l’imitatrice Virginia Raffaele indirizzata  all’allora presidente Rai Anna Maria Tarantola il 6 marzo 2014).

Quel Giletti è poco adatto alle famiglie
"
La domenica pomeriggio di Raiuno, rete ammiraglia Rai da sempre demandata ad un ruolo di equilibrio adatto alle famiglie, è diventata una arena di nome e di fatto. È opportuno che conduttori strapagati si azzuffino con gli ospiti?" (Dichiarazione del 9 febbraio 2015, dopo la puntata dell’Arena in cui Giletti litigò con Mario Capanna)

Troppa Cgil e troppa Fiom
"Alcuni rappresentanti sindacali sono ospitati in via preferenziale in un gran numero di puntate, mentre altri di sigle diverse possono contare le loro partecipazioni appena sulle dita di una mano" (dichiarazione del 15 febbraio 2015, con annuncio di interrogazione parlamentare).

C’è un problema a Raitre...
"C’è un problema con Raitre e il Tg3, un problema grande e ufficiale. Non hanno capito chi ha vinto, chi è il premier oggi. Ballarò sforna raffiche di editoriali contro il governo e intervista in pompa magna un grillino a settimana" (intervista del 29 settembre 2015 al Corriere della Sera dove attacca il direttore di Raitre Andrea Vianello e la direttrice del tg3 Bianca Berlinguer, rei di essere troppo duri con il governo).

Bianca, basta così
"Se dipendesse da me, riterrei che la Berlinguer ha dato tanto, ma così tanto alla Rai che può anche bastare" (intervista del 30 settembre 2015 al Fatto quotidiano).

Licenziate Giannini
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Massimo Giannini ha affermato che sul caso Boschi-Banca Etruria c’è un rapporto incestuoso. È un’affermazione vergognosa che avrà risvolti giuridici pesanti. La Rai ha mandato a casa Antonio Azzalini per molto meno..." (intervista del 27 gennaio 2016 alla Stampa)

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