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Comune di Roma: dura delibera dell'Anac sul caso Marra e sul ruolo della Raggi

L'Autorità scrive di "un palese conflitto d'interessi" negli atti inviati alla Corte dei Conti. E sulla sindaca si allunga l'ombra del falso ideologico

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Redazione

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Dopo aver passato al vaglio non solo il conflitto di interessi per la nomina del fratello Renato alla Direzione Turismo del Comune di Roma, ma anche la posizione di dirigente di Raffaele Marra all'interno dello stesso, l'Anac (Autorità nazionale anticorruzione) ha deciso di inviare gli atti alla Procura regionale presso la Corte dei Conti della Regione Lazio e all'Ispettorato della funzione pubblica.

Durissima la delibera dell'Anac sul caso: nove pagine, firmate dal presidente Raffaele Cantone e accompagnate dalle carte acquisite nel corso delle verifiche partite a fine novembre, che aprono la strada alla possibilità che la sindaca venga iscritta nel registro degli indagati, probabilmente per abuso d'ufficio, anche se non si possono escludere altre ipotesi come ad esempio il falso ideologico, partendo dalla constatazione messa "nero su bianco" dall'Anac, che Virginia Raggi ha fornito in atti ufficiali versioni dei fatti fra loro contraddittorie.

Chi è Raffaele Marra, il braccio destro di Virginia Raggi arrestato oggi

Tutto ruota intorno al passaggio di Renato Marra dalla polizia municipale alla guida della Direzione Turismo proprio mentre suo fratello Raffaele, braccio destro della Raggi e già dirigente sotto Alemanno, è capo del personale del Campidoglio. Una vicenda che scatena immediate polemiche e anche un esposto della Direr (il sindacato dirigenti) all'Anac che, acquisita la documentazione, fa le sue verifiche sui regolamenti interni e sul fabbisogno di personale, arrivando innanzitutto alla conclusione che Raffaele Marra era in "palese conflitto d'interesse" e avrebbe dovuto astenersi dal valutare quella pratica. Anzi: la stessa sindaca avrebbe dovuto esonerarlo dal prendere in considerazione la nomina perché, come emerso sempre dal materiale acquisito ma anche dalle stesse dichiarazioni della Raggi, era perfettamente a conoscenza della parentela tra Raffele e Renato e del conseguente conflitto d'interessi.

Le contraddizioni di Virginia Raggi
Ma non è tutto: Virginia Raggi è infatti anche caduta in una contraddizione che rischia di complicare alquanto la sua posizione nell'intera vicenda. Da una parte ci sono infatti le sue dichiarazioni, entrate negli atti dell'Anac, in cui la sindaca dice di aver fatto tutto da sola ("in totale autonomia"), mentre Marra avrebbe dato solo "mera pedissequa esecuzione delle determinazioni da me assunte", mettendo in pratica "per la prima volta, una procedura di interpello dirigenziale generalizzata", aperta cioè a tutti i dipendenti in base ai loro curricula. Dall'altra c'è però l'ordinanza con cui è stato conferito l'incarico, che fa esplicito riferimento alla "istruttoria svolta dalle strutture competenti ai sensi della disciplina vigente". Quindi un'istruttoria c'è stata e la sindaca non ha fatto tutto da sola: "Si deve ritenere", srive l'Anac nella delibera di nove pagine, "che l'atto di nomina adottato dalla Sindaca sia stato accompagnato da una attività istruttoria, svolta in particolare dall'ufficio organizzazione e risorse umane di Roma Capitale diretto". Con l'ombra del falso ideologico ad allungarsi sulla prima cittadina di Roma.

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