Amministrative 2016: gli ultimi sondaggi

Le preferenze di voto dei cittadini chiamati a eleggere i propri sindaci il 5 giugno

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L' allestimento di un seggio elettorale. – Credits: FRANCO SILVI/ANSA

Maria Franco

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Il dato generale è che, dopo un avvio estremamente stentato, i candidati sindaci del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative del 5 giugno, stanno recuperando terreno. Non ovunque, s'intende. A Napoli, per esempio, Valeria Valente non è mai entrata davvero in partita e sembra destinata a non entrarci nemmeno nelle prossime due settimane. A Milano, nonostante Stefano Parisi lo talloni, Beppe Sala mantiene ancora il primo posto. Mentre a Roma, qui il dato più eclatante guardando a ritroso, Roberto Giachetti, sarebbe quasi certo di centrare almeno l'obiettivo minimo del ballottaggio.


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Si tratta degli ultimi sondaggi pubblicabili. Poi continueranno a essere commissionati ma non potranno più finire sui giornali. Almeno non ufficialmente: ci saranno sempre corse di cavalli e conclavi (le classiche coperture utilizzate per aggirare il divieto) da tenere sotto controllo per scoprire quale fantino o quale cardinale sale o scende nel borsino elettorale.

Sondaggi che comunque devono essere letti e analizzati tenendo presente almeno due fattori: l'altissimo tasso di incertezza che domina ancora questa campagna elettorale e la volubilità di percentuali condizionate da ciò che, al livello nazionale (inchieste giudiziarie, iniziative del governo), potrebbe ancora succedere nei prossimi giorni.

I sondaggi a Roma

Per quanto riguarda Roma, Virginia Raggi è sempre in testa con una percentuale che oscilla tra il 27 e il 30% e, in caso di ballottaggio, avrebbe la meglio su chiunque dei suoi avversari. Le vicende Nogarin e Pizzarotti non sembrano aver scalfito il suo consenso. Cristallizzato. La giovane avvocata grillina, con tre anni di esperienza alle spalle in consiglio comunale, non scende ma nemmeno sale. La sua forza propulsiva sembra essersi esaurita e in quell'ampio bacino di indecisi che decideranno le sorti di questa battaglia, sarà difficile che possa andare a pescare.

Il primo posto le è infatti assicurato oggi dal cosiddetto elettorato militante. Chi non si è già mobilitato per lei probabilmente non aspetterà l'ultimo minuto per farlo. Mentre è proprio Roberto Giachetti, il vicepresidente della Camera probabile suo avversario al ballottaggio, a poter avvantaggiarsi di più di quella fetta di cittadini che decideranno alla fine se andare a votare e che, se decideranno di andarci, quasi sicuramente voterebbero per lui. A meno che non avvenga il sorpasso da parte di Giorgia Meloni, che ad oggi appare avvantaggiata rispetto ad Alfio Marchini. Ad oggi il candidato dem si attesta intorno al 24,5%. Giorgia Meloni è al 23,1%, Marchini solo all'11,4% e in forte calo rispetto alle settimane scorse. Quinto Stefano Fassina con un lusinghiero 8%.

I sondaggi nelle altre città

Se quella romana è la partita più incerta a Milano si assiste invece a quella in assoluto più equilibrata. Il candidato del centrosinistra Giuseppe Sala è in testa con il 39,2 staccato di pochissimo dal concorrente del centrodestra Stefano Parisi al 35,8. Parecchio arretrato il grillino Gianluca Corrado al 13,3.

Il vantaggio di Sala è frutto del buon lavoro svolto per Expo e del giudizio positivo da parte dei cittadini sull'operato dell'amministrazione Pisapia. Ma i milanesi sembrano tentati anche dalla carta Parisi, un manager di grande esperienza, con un profilo di “uomo del fare” che lo rende molto simile a Sala, che è già riuscito a convincere tutto il centrodestra a sostenerlo mettendo da parte divisioni e malumori divampati altrove.

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A Torino il sindaco uscente Pd Piero Fassina vede da vicino la riconferma: è in testa con il 42,5% inseguito la candidata del M5S Chiara Appendino al 23,1 e da quello di Forza Italia Osvaldo Napoli al 9,9.

Se Fassino rischia, per poco, di dover comunque affrontare il ballottaggio, chi invece sembra destinato a poterselo evitare è Virginio Merola a Bologna. Il sindaco dem gode di un consenso molto ampio e viaggia intorno al 49,8%. I suoi avversari non hanno alcuna chance di raggiungerlo: Lucia Borgonzoni, la candidata della Lega sostenuta anche dalle altre forze del centrodestra, è ferma al 17,7%, il grillino Massimo Bugani al 16,5.

Verso la riconferma anche Luigi De Magistris (42,1%), sindaco uscente di Napoli. L'azzurro Gianni Lettieri è al 19,7% e Matteo Brambilla, il candidato grillino originario di Monza, al 17,3. Ultima Valeria Valente del Pd.

I dati nazionali

A livello nazionale si sta assistendo a un'inversione di tendenza: dopo settimane in cui aveva continuato a perdere frazioni di punti, il Partito Democratico ha ripreso a salire: dal 31,7% al 32, mentre il M5S, in coincidenza del caso Pizzarotti, scende passando dal 27,2% al 25,9%.

Insomma, a giudicare da questi sondaggi, che indicano il gradimento reale e non astratte intenzioni di voto, a rischiare di più il prossimo 5 giugno è proprio la creatura di Beppe Grillo rimasta senza guida carismatica con la morte di Casaleggio, dilaniata in mille correnti e incapace di trasmettere ai cittadini quell'immagine di alterità rispetto alle altre forze politiche sui cui, fino a questo momento, i grillini avevano costruito la propria fortuna.

Il doppiopesismo utilizzato nei confronti dei propri esponenti, trattati con i guanti se ben visti dai vertici e minacciati di espulsione se sgraditi, ha rappresentato forse il colpo più duro per la base nella quale è ormai ampiamente diffuso un sentimento di delusione e disaffezione. Ma non è solo il Pd a beneficiare della crisi grillina.

Guadagnano punti anche Forza Italia, che dall'11,6% passa al 12 e Fratelli d'Italia: dal 3,5% al 4. Non la Lega, che passa dal 14,7% al 14,5. Segno che piuttosto che traslocare da una forza anti-sistema a una anti-sistema con connotazioni xenofobe e razziste, gli ex simpatizzanti grillini preferiscono astenersi.

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