A Roma il M5S contro il M5S

Il IX Municipio appoggia l'iniziativa dei cittadini contro il Comune per le nuove costruzioni al Torrino. Con un testo già visto...

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La torre campanaria del palazzo Senatorio, in Campidoglio. – Credits: ANSA

Stefano Caviglia

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Essere vicini ai cittadini va bene, ma stavolta i 5 Stelle di Roma sembrano avere esagerato. Il IX Municipio della Capitale (Eur), la cui maggioranza è stata conquistata alle ultime amministrative dal movimento fondato da Beppe Grillo, ha approvato stamattina una risoluzione che sposa in pieno, a tratti addirittura in modo letterale, il ricorso al Tar di un gruppo di cittadini del quartiere Torrino contro un atto ufficiale del Comune, nonostante questo abbia una giunta e un sindaco espressi dallo stesso movimento. In pratica i grillini dell’Eur scendono in campo contro i grillini del Campidoglio.

La faccenda riguarda le modalità di attuazione del cosiddetto piano casa regionale approvate dalla giunta Marino nel 2014, in particolare la variazione di destinazione d’uso da commerciale a residenziale di una parte delle cubature edificabili nel quartiere Torrino per cui il Comune ha rilasciato lo scorso anno i permessi ai proprietari delle aree.

Questa decisione ha lasciato scontento un gruppo di cittadini che, secondo le motivazioni scritte nel ricorso, ritiene non ci siano le condizioni per affiancare alle nuove abitazioni i servizi pubblici (in particolare in materia di edilizia scolastica) richiesti dalla legge. Probabilmente c’entra anche il disappunto di vedere edificata un’area che finora è rimasta sgombra di costruzioni, commerciali o residenziali che siano. Il passo successivo è stato il ricorso al Tar del Lazio, presentato l’estate scorsa, contro la concessione del permesso a costruire rilasciata dal Comune.

Fin qui niente di strano. Cose del genere sono ordinaria amministrazione in tutte le città italiane. Se non fosse che il Municipio in cui vivono questi cittadini decide in qualche modo di far propria la loro iniziativa contro il Comune, approvando una risoluzione che impegna il suo presidente a “informare, con sollecitudine, il Sindaco di Roma Capitale ed il competente assessore all’Urbanistica, al fine di intraprendere, ove dovuto, tutti gli atti necessari a tutela del pubblico interesse e della cittadinanza del quartiere Torrino Mezzocamino”.

La formula è decisamente fumosa e non significa molto dal punto di vista pratico, ma è significativo che venga approvata alla vigilia del giudizio del Tar e nonostante quest’ultimo abbia rigettato in prima istanza la richiesta di sospensiva dei ricorrenti, citando la “dubbia tempestività della proposizione del ricorso e le approfondite motivazioni difensive eccepite dall’Amministrazione”. L’avvocatura del Comune, insomma, sembrerebbe avere, per una volta, ottime ragioni da far valere. Difficile dire che peso avrà la presa di posizione del Municipio, ma nell’imminente giudizio di merito rafforza chiaramente la posizione dei ricorrenti.

Qui, infatti, si è verificata la stranezza maggiore di tutta questa vicenda, ossia che la risoluzione appena votata dal IX Municipio (con il cui presidente Panorama.it ha cercato senza successo di mettersi in contatto) è per larghe parti identica al testo del ricorso presentato al Tar contro il Comune dall’avvocato dei cittadini che si oppongono alle nuove costruzioni. Al punto da far venire il dubbio che possa essere frutto, in parte, di un semplice copia e incolla. Se si considera che per produrre questo documento ci sono volute ben quattro riunioni di commissione, e che ciascuna costa, di soli gettoni di presenza, circa 600 euro, è più che legittimo qualche interrogativo su come lavora la maggioranza 5 Stelle del Municipio dell’Eur.

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