A Roma è Arfio-mania: "Se divento sindaco più polo e golf per tutti"

Ecco, in esclusiva, la prima intervista (vera) al costruttore candidato sindaco di Roma (finto)

La pagina facebook di "Arfio Marchini" il clone di Alfio, candidato sindaco di Roma

Claudia Daconto

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"Mi chiamo Arfio, mi candido a Sindaco perché ognuno deve fare la sua parte. Vorrei più spazi per il polo e per il golf. Sogno una città e una regata di vela sul Tevere. Per i poveri ho in mente delle giornate della ricchezza".

Ecco come sulla sua pagina Facebook, il finto Alfio Marchini - candidato sindaco della Capitale alle prossime comunali del 26 e 27 maggio - si presentava, come Arfio Marchini (con la "r")  il 28 marzo scorso ai suoi potenziali elettori.

Dopo un mese nella Capitale non si fa che parlare di lui: tutti lo citano, lo invocano, lo ammirano. E le donne lo implorano di sposarle.

Un fenomeno social nato sulla rete e trasferitosi nel giro di pochissimo tempo nei bar, sugli autobus, nelle scuole, nei posti di lavoro, nei comitati elettorali dei vari candidati sindaco. A partire, non c'è dubbio, da quello dell'Alfio originale.

E allora ecco la prima intervista ufficiale ad Arfio Marchini.

Arfio Marchini, perché, da imprenditore, ha deciso di candidarsi a sindaco di Roma?

Ricordo, era un giorno piovoso, dovevo andare al circolo del Polo e mi sono detto: quasi quasi voglio fare il sindaco.

Perché lei, che comunque è di sinistra, ha deciso di non partecipare alle primarie del 7 aprile?

Ho detto chiaramente ai vertici del PD che votare di domenica per me non esiste. Loro non hanno voluto estendere al lunedì e quindi ho deciso di rinunciare. Poi il poco stile dei gazebo e delle sedi umide ha fatto il resto.

Quali sono i tre problemi più gravi che, a suo avviso, affliggono la città?

L’assenza di politiche per praticare regate veliche sul Tevere, la scarsità di campi da polo e la vergogna della mancata annessione di Sabaudia. Roma ha diritto ad un mare di qualità.

Ignazio Marino ha promesso di pedonalizzare i Fori Imperiali nei primi 100 giorni di governo, quali sono le tre cose che invece si impegna a fare lei?

Se sarò Sindaco abolirò i bus ineleganti e ci saranno solo tram, i vigili vestiranno Prada, i taxi saranno auto d'epoca e le Terme di Caracalla diverranno una grande SPA. E’ un peccato che un impianto termale a duecento metri dal mio futuro posto di lavoro sia dismesso.

Se diventasse sindaco cosa intende abolire fin da subito e cosa, invece, instaurare?

Abolirei i giornalisti egocentrici che popolano la Capitale, quelli che vogliono vestirsi meglio di me, che accendi la tv e li trovi lì sempre a qualsiasi ora del giorno e della notte. A me, i giornalisti maschi, non piacciono molto. Li abolirei, anzi li manderei a zappare. Il giornalismo per me o è femminile o non è. Sono oltre le quote rosa. Instaurerei delle giornate della ricchezza. Tutti hanno diritto a mezz’ora da ricchi.

In questi mesi di campagna elettorale lei ha visitato molti luoghi della città e parlato con tante persone. Da cosa è stato più colpito?

In primis sono molto contento di come sta andando la campagna elettorale, riesco a dedicare la maggior parte del mio tempo alla vela e al maneggio a Castel Porziano. La cosa da cui sono stato più colpito è stata una palla da tennis che in un doppio mi è arrivata sulla schiena, per mia negligenza.

Cosa detesta di più della città che aspira ad amministrare?

Detesto la scarsità di classe e questa mania che la giornata lavorativa debba iniziare alle 8,30.

E cosa invece gliela fa amare così tanto come ripete sempre?

Le sue vie meravigliose, l’atelier Gucci, Villa Miani, il circolo del golf sulla Cassia, il grande tennis al Centrale del Foro Italico, il Canottieri Aniene. Insomma, la bellezza è ovunque.

Secondo i dati Istat, i romani stanno pagando la crisi più di tutti gli altri cittadini italiani. Aumenta la disoccupazione e le file davanti alle mense della Caritas. Come pensa di poter fare a proposito?

Ho incontrato poco fa le parti sociali. Sono molto simpatiche, gli ho suggerito di rinnovarsi e di cambiare nome: le parti socievoli. Ed in virtù di questo gli ho detto che devono dialogare con la parte migliore della città: le realtà produttive di Roma: i grandi produttori di mazze da golf, i tessitori di tele per barche, la grande pelletteria per mocassini da imbarco. Insomma, dialogate e non lamentatevi. Alla Caritas suggerisco di creare un grazioso take-away per evitare quelle indecorose file sulle strade.

A che ora inizia la sua giornata da candidato sindaco e come fa a reggere i ritmi stressanti di una campagna elettorale?

Inizia molto presto, intorno alle 12,30 e dopo il primo mese ho preso dei provvedimenti seri, sono stanco e ho deciso di praticare del pilates per andare oltre i soliti schematismi, dell'aromaterapia per liberarmi dallo smog di Sabaudia e un po' di massaggio thai per ricomporre il mio essere provato da ore di sauna.

Cosa ne pensa dei suoi avversari più forti: Alemanno?

Non mi aveva chiesto di quelli più forti?

Marino?

Bellissima cittadina alle porte di Roma. C’è un ottimo vino e come canta la canzone “la sagra c’è dell’uva”.

De Vito?

Grandissimo attore.

Finora lei è stato ospite in molte trasmissioni televisive, ha pensato anche a dei comizi in piazza?

Ne ho fatti alcuni, in piazzetta a Capri e a Cortina. Sono andati bene.

Cosa si sente di fare lei per Roma?

Non chiedetemi quello io posso fare per Roma, ditemi piuttosto quello che voi potete fare per me.

Un gesto simbolico che farebbe subito se venisse eletto sindaco?

Rinuncerei allo stipendio. Gli spicci in tasca mi danno fastidio.

Da candidato sindaco della Capitale lei è spesso intervenuto sui temi nazionali. Ecco, cosa ne pensa di questo nuovo governo?

Un governo che nasce di sabato, mentre la gente per bene dorme oppure gioca a tennis non può essere un buon Governo.

Ritiene Enrico Letta un presidente del Consiglio all'altezza della grave situazione che il Paese sta attraversando?

A Enrico, che è un bravo ragazzo, voglio chiedere una cosa: caro Letta, ti incaricano di formare un nuovo Governo e vai all'incontro con la storia con una Fiat Ulysse? Neanche le basi proprio. Io sarei andato con una Mercedes scoperta offrendo prosecco.

Chi ammira di più tra i ministri e chi invece la convince meno? Ci spieghi anche il perché...

Ammiro Graziano Delrio, ministro degli Affari Regionali, da lui c'è solo da imparare. Nove figli con la stessa moglie. Chapeau. Emma Bonino non mi convince. Indossa sempre la stessa giacca in ogni giuramento.

Qualche domanda personale. A quale momento della sua infanzia si sente più legato?

Alla prima elezione in un direttivo del Rotary, avevo dodici anni, una bellissima emozione.

Tutti sottolineano soprattutto la sua avvenenza più che la sua competenza. Le dà fastidio?

A lei dà fastidio? Preferisce intervistare me o Matteo Renzi?

Lei che ha viaggiato in tutto il mondo e conosciuto molte donne di paesi diversi, che idea si è fatto dell'universo femminile?

Che sono troppo piccolo per amarle tutte come vorrei. Mi scuso anche con loro per la mia pochezza.

E alle donne di Roma cosa si sente di promettere?

Tutto me stesso. Mi sembra già molto. Se eletto sarò il Sindaco più bello d’Europa. Devo controllare se del mondo, però.

Se volesse invitare stasera a cena una di loro chi sarebbe?

Claudia, cosa fai questa sera? Da quando è iniziata questa intervista non posso fare a meno di notare il tuo piglio e la bellezza dei tuoi occhi. Possiamo prendere la macchina e andare a Sabaudia, è molto bella sai, mai come te, un prosecco, un fritto misto, una passeggiata al mare e poi, il fato farà il resto. Che ne dici?

Ci penserò...Di quale personaggio pubblico importante incontrato in giro nel mondo conserva un ricordo particolare?

La Regina Elisabetta la ricordo con affetto. L’ho scambiata varie volte per Margharet Tacher e viceversa.

Il suo miglior pregio?

Ne ho tantissimi. Ora il migliore non mi sovviene.

Il suo peggior difetto?

Mi innamoro sempre.

Allo stadio, Roma o Lazio?

Roma. I colori sociali della squadra a noi avversa hanno poco stile.

Il suo slogan per Roma?

Mai prima di mezzogiorno. Questa sarà la parola d'ordine per la Roma di domani.

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