Politica

2016, odissea nella nuova Rai

Dopo l'approvazione della riforma, il dg Campo Dall'Orto diventerà ufficialmente amministratore delegato

Antonella Piperno

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Dopo la battuta d’arresto di giovedì scorso, quando la fuga da weekend dei senatori ha fatto mancare il numero legale provocando lo slittamento dell’approvazione della riforma Rai, è scattata l’ora X.

Il voto di ieri, martedì 22 dicembre alle 9,30 ha dato vita alla nuova Rai governativa che piace al premier Matteo Renzi e al sottosegretario Antonello Giacomelli, e trasformare il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto in amministratore delegato dai superpoteri: avrà mano libera nelle nomine dei "dirigenti apicali" e un potere di spesa fino a dieci milioni di euro.

La trasformazione in Supercampodallorto non sarà però automatica: dopo l’approvazione della riforma ci sarà bisogno della modifica dello statuto, che avverrà il 13 gennaio, durante il primo consiglio d’amministrazione Rai del 2016. Sarà una giornata stressante, visto che sarà anche quella della prima audizione dei consiglieri in commissione di vigilanza.

Tanto lavoro e perdipiù gratis per i consiglieri pensionati (Arturo Diaconale, Giancarlo Mazzuca, Guelfo Guelfi e Carlo Freccero) colpiti dalla legge Madia che non prevede stipendi (66 mila euro lordi nel loro caso) per i pensionati che esercitano incarichi pubblici. Situazione che Diaconale e Mazzuca non digeriscono ("firmiamo delibere di spese molto delicate, devo pagarmi da solo anche l’assicurazione", chiarisce il primo). Tant’è che in questi giorni i due presenteranno il ricorso scritto dall’avvocato Federico Tedeschini.

Se la nuova Rai renziana entrerà dunque in scena nel 2016, Campo Dall’Orto si è però già messo avanti con il lavoro accorpando le due direzioni dedicate alle relazioni esterne e a quelle istituzionali che fanno capo a Costanza Esclapon e Alessandro Picardi. Non che questo prefiguri un risparmio nei conti visto che il secondo dovrebbe diventare direttore ad personam. E se non sarà Esclapon la prescelta per la nuova più corposa direzione, in Rai arriverà il solito esterno.

Il primo gennaio, dall’esterno anche lui, si insedierà Carlo Verdelli, direttore editoriale dell’informazione Rai, che pare comincerà il suo lavoro dalle reti (si parla dell’arrivo di Simona Ercolani a Rai 1 e di Andrea Salerno a Rai 3) prima che dai tg. Dove, in questi giorni si festeggia l’addio alla riforma delle newsroom che avrebbero accorpato i tg con un taglio netto dei dirigenti: un grandioso e rivoluzionario progetto ideato dall’ex dg Luigi Gubitosi su cui aveva lavorato un comitato interno, che era già stato esaminato dal Parlamento e per il quale era già pronta la logistica.

Sul progetto, i giornali avevano versato fiumi di inchiostro, con ipotesi di poltronissime e di lotte interne per accaparrarsene. Adesso è tutto archiviato. In sordina.


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