Papa Francesco e le scuse ai valdesi: il significato
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Papa Francesco e le scuse ai valdesi: il significato
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Papa Francesco e le scuse ai valdesi: il significato

È l'ennesimo tassello della primavera ecumenica di Bergoglio: dai martiri all'ambiente fino all'amicizia, è il momento dell'ecumenismo del perdono

"Un nuovo muro è caduto". Così dalla parte valdese è stato accolta la richiesta di perdono da parte di Papa Francesco. Storica la visita del primo Papa in un tempio valdese. Le attese da parte degli evangelici italiani erano tante. E Bergoglio non le ha deluse. La commozione del moderatore della tavola valdese, Eugenio Bernardini era lì a dimostrarlo. Il dialogo tra cattolici e valdesi a partire dal Concilio Vaticano II non si è mai interrotto. Ma negli ultimi anni, non è un mistero, il dialogo ecumenico, cioè le relazioni tra cristiani di diverse confessioni erano entrate in una sorta di lungo inverno. Benedetto XVI, che pure proviene da una nazione come la Germania, dove il dialogo con i luterani è all’ordine del giorno, forse aveva alzato troppo la posta dal punto di vista teologico per poter vedere dei risultati immediati.

Francesco ha riportato il confronto ecumenico sui temi concreti, il "dialogo della vita", come si dice, contrapposto al "dialogo dei teologi". C’è anzitutto l’ecumenismo dei martiri, che vede uniti i cristiani di diverse confessioni dal dramma della persecuzione e delle violenze che subiscono in molti paesi del mondo. C’è l’ecumenismo ambientale, con il mondo ortodosso, per la difesa del creato, come si è visto in ocasione della ultima enciclica, "Laudato si’" che contiene un ampio omaggio al patriarca Bartolomeo I. C’è l’ecumenismo dell’amicizia, con il pastore Giovanni Traettino, di Caserta, pentecostale, che il pontefice ha voluto andare a trovare personalmente nel luglio scorso. C’è l’ecumenismo del "calendario" con la proposta di celebrare la Pasqua in unico giorno, per ortodossi, evangelici e cattolici. E ora c’è l’ecumenismo del perdono. Una pietra miliare nella storia delle relazioni tra protestanti e cattolici. Così, dopo l’inverno ecumemico, sboccia una primavera ricca di speranze che ora andranno però fatte fiorire con l’impegno e la collaborazione di tutti, da entrambe le parti.

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