Panorama: le lettere di Pomarici contro Bruti liberati
GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)
Panorama: le lettere di Pomarici contro Bruti liberati
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Panorama: le lettere di Pomarici contro Bruti liberati

Nel numero in edicola dal 29 maggio il testo delle due lettere scritte dal sostituto contro il Procuratore Capo di Milano: "Tu hai rinunciato ai principi di Magistratura Democratica"

In due lettere riservate , inviate nel novembre 2010 al procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati e ora depositate al Csm, il sostituto Ferdinando Pomarici solleva alcune questioni che anticipano lo scontro in atto in questo momento dopo l’esposto inviato al Csm dall’aggiunto Alfredo Robledo. Lo scrive Panorama nel numero in edicola da domani, giovedì 29 maggio.

Nella prima lettera, Pomarici annuncia al capo che non intende più partecipare alle riunioni della cosiddetta dirigenza: «Il disagio» scrive «si è fortemente acuito per effetto di alcune tue scelte che assolutamente non condivido e che non voglio in alcun modo avallare».

Pomarici, spiega Panorama, si riferisce alla nomina di una collega alla Direzione distrettuale antimafia di Milano. «Mi sembra» scrive infatti il sostituto «priva di alcun requisito idoneo all’assegnazione alla Dda se non quello, pare, di essere stata uditrice giudiziaria dell’attuale coordinatore (Ilda Boccassini, ndr)... «Mi stupisce» continua Pomarici nella lettera pubblicata da Panorama «che un esponente storico come te di Magistratura democratica, che si è sempre caratterizzata per le battaglie più decise in tema di concorsi interni, abbia poi rinunciato a tali principi quando, forse, richiesto di derogarvi da chi gradiva l’assegnazione di colleghi di propria personale fiducia».

Nella seconda lettera Pomarici dissente con Bruti sulla scelta di assegnare il caso Ruby a Ilda Boccassini, secondo lui intervenuta esercitando una informale «auto assegnazione». Pomarici parla di violazione «di una norma che ha costituito per anni cavallo di battaglia di Md proprio per evitare il fenomeno delle assegnazioni “pilotate”, fonte di timore diffuso che anche le successive indagini possano apparire all’esterno parimenti “pilotate”».

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