Operata quando era già morta, tre medici arrestati
Operata quando era già morta, tre medici arrestati
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Operata quando era già morta, tre medici arrestati

I medici avrebbero falsificato i registri dell'intervento e continuato a operare per coprire i loro errori

È una storia incredibile quella portata alla ribalta dall'ultimo caso di malasanità in Italia. Tre medici dell'ospedale San Carlo di Potenza sono stati arrestati (ai domiciliari) con l'accusa di omicidio colposo in concorso di una donna morta nel 2013 durante un intervento di cardiochirurgia. Dopo aver constatato che era già morta, hanno continuato ad operare , forse per "coprire" eventuali errori molto gravi, come emergerebbe anche da alcune registrazioni pubblicate sul sito Basilicata 24 e poi analizzate dalla Squadra mobile.

La terribile circostanza è emersa durante gli interrogatori dei medici e degli infermieri presenti in sala operatoria il 28 maggio 2013, dall'acquisizione delle cartelle mediche e dalla perizia medico-legale. Secondo gli investigatori, quindi, l'operazione sarebbe andata male, portando alla morte della donna, ma i chirurghi avrebbero deciso di proseguire l'intervento,

Tra i tre medici arrestati c'è anche il primario del reparto di Cardiochirurgia, Nicola Marraudino, 54 anni, anche accusato di falso in atto pubblico e falso ideologico in atto pubblico. Gli altri due medici arrestati dalla Squadra mobile di Potenza, in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip del capoluogo lucano su richiesta della Procura della Repubblica, sono Michele Cavone, di 61 anni, e Matteo Galati, di 46.

Una denuncia anonima

Elisa Presta, 71 anni, morì il 28 maggio 2013 in seguito alle complicanze sorte durante l'intervento di cardiochirurgia. Le indagini della Polizia sono cominciate nel novembre 2013 dopo un esposto anonimo. Nelle settimane successive, la Squadra mobile del capoluogo lucano ha interrogato medici e infermieri che avevano partecipato all'intervento, e i familiari della donna. Lo scorso 14 luglio è stata depositata la perizia medico-legale. Il 29 agosto scorso, invece, sul sito Basilicata 24 è stata pubblicata l'intercettazione in cui Cavone ammetteva gravi comportamenti suoi e di altri medici (tra cui il primario) durante l'intervento. 

Il direttore del sito ha consegnato agli investigatori altre due intercettazioni.

I registri falsificati

Matteo Galatti, uno dei tre arrestati, aveva già svolto il turno di nott e non avrebbe dovuto essere presente in sala operatoria. Il suo nome sarebbe poi "sparito" per questo motivo dal registro della sala operatoria. Ma non si tratterebbe dell'unica discrepanza tra questo registro e altri compilati dopo l'intervento. Gli investigatori stanno continuando ad analizzare le registrazioni . Resta da capire chi e quando ha consegnato i file ai giornalisti. I tre medici ai domiciliari erano già stati sospesi a settembre dalla direzione del San Carlo, insieme ad altri due chirurghi, a un anestesista e a un infermiere presenti durante l'intervento. 

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