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Onde Delta: così la setta truffava gli adepti

Nel Nuorese una "santona" proponeva costosissimi corsi per raggiungere la felicità, anche attraverso l'uso di farmaci e allucinogeni

Hanno raggirato per almeno cinque anni centinaia di persone tra la Sardegna, la Penisola e persino il Brasile, a cui promettevano il raggiungimento della felicità attraverso la meditazione, l'uso di sostanze psicoattive e altre terapie consigliate. Tra le vittime anche personaggi del mondo dello spettacolo.

Così otto persone, che costituivano una psico-setta chiamata "Onde Delta", sono state denunciate per associazione per delinquere finalizzata all'esercizio abusivo della professione di medico, psicologo e psicoterapeuta. A finire sotto la lente di ingrandimento dell'indagine iniziata nel gennaio 2013, avviata dalla seconda sezione della Squadra mobile di Nuoro e dalla Guardia di Finanza, sono state Lucia Dettori, architetto di Orgosolo di 47 anni, considerata la santona della setta, il compagno Luigi Franceschini, 42 anni di Pesaro, e le due sorelle dell'architetto, Pasqualina e Michela Dettori, rispettivamente di 57 e 60 anni. Inoltre collaboravano con loro Cristian Cesaroni, 36 anni di Pesaro, Marta Pasqualin 34 anni di Treviso, Stefania Seddone, 42 anni di Nuoro, e Angela Golosio, 35 anni di Sassari.

L'inchiesta, come ha spiegato il vice questore aggiunto di Nuoro Fabrizio Mustaro, ruota intorno all'architetto di Orgosolo e il suo compagno. La setta si proponeva di migliorare la vita delle persone riattivando l'uso di particolari onde del cervello, denominate appunto Delta. I due operavano assieme agli altri sei, che ricoprivano ruoli organizzativi e proponevano corsi di training a pagamento in tutta Italia e perfino in Brasile. La setta operava anche attraverso l'uso di sostanze pericolose, come allucinogeni e farmaci per curare malattie gravi. A subire il raggiro anche casalinghe, dipendenti pubblici, comme4cianti. Nessuna delle vittime ha finora presentato denuncia, ci sono però lettere anonime e testimonianze. Il giro d'affari accertato finora, come spiegato il capitano della Polizia tributaria di Nuoro Pasquale Pellecchia, è di oltre 400 mila euro, ma le indagini di accertamento patrimoniale proseguono. Sotto sequestro il sito internet della santona. (ANSA)


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